Allattamento doloroso: guida con cause e rimedi

Allattamento doloroso: guida con cause e rimedi

  1. INTRODUZIONE
  2. QUANTO PUÒ DURARE IL DOLORE DA ALLATTAMENTO?
  3. CAUSE DEL DOLORE AL CAPEZZOLO IN ALLATTAMENTO
  4. RAGADI
  5. VASOSPASMO AL SENO
  6. FRENULO LINGUALE CORTO
  7. CANDIDOSI AL CAPEZZOLO
  8. COME ALLEVIARE IL DOLORE AL SENO IN ALLATTAMENTO?
  9. COSA FARE QUANDO IL SENO DIVENTA DURO IN ALLATTAMENTO?

Introduzione

Dottoressa, cosa devo fare in caso di allattamento doloroso?”: tantissime mamme che seguo in consulenza mi pongono ogni giorno questa domanda.

Il viaggio dell’allattamento al seno è associato a immagini di benessere, di momenti idilliaci con il proprio bambino. 

Dovrebbe essere sempre così, ma non sempre la realtà è dalla parte delle mamme. 

Per fortuna, informandosi sulle possibili problematiche che possono insorgere è molto più facile prevenirle e risolverle.

A questo argomento è dedicato l’articolo che stai iniziando a leggere.

Ti ricordo che, per avere un quadro ancora più completo su come affrontare il percorso dell’allattamento, puoi scoprire il mio videocorso verticale “Al Profumo di Latte”. 

È accessibile cliccando sul pulsante in fondo al paragrafo.

Per consigli su come seguire il tuo piccolo nel suo straordinario sviluppo motorio o per documentarti su come prevenire criticità come le coliche, puoi fare un giro sul profilo Instagram @drsilva.com_official.

Quanto può durare il dolore da allattamento?

L’allattamento è doloroso? Vuol dire che ci sono criticità da risolvere!

Come ricordo alle mamme che ho l’onore di seguire fin da subito, non bisogna assolutamente rassegnarsi all’evenienza dell’allattamento doloroso.

Necessario è indagare sulle cause – delle quali parlerò tra poco – e magari prevenirle.

Procedere in questo modo è essenziale in quanto, dal punto di vista della durata, il dolore può andare avanti anche diverse ore dopo aver concluso la poppata.

Il risultato è una compromissione del benessere fisico e mentale della mamma e del suo piccolo.

Come evitare tutto ciò?

Informandosi sulle cause dell’allattamento doloroso, argomento dei prossimi paragrafi.

allattamento doloroso

Cause del dolore al capezzolo in allattamento

Quando si parla di allattamento doloroso, si possono inquadrare situazioni diverse.

Tra queste, rientra la sensazione di dolore, spesso simile a un forte bruciore, a livello del capezzolo.

Le cause che lo provocano sono diverse e, nella maggior parte delle circostanze, richiedono un intervento multidisciplinare (ostetrico e osteopatico).

Ragadi

Le ragadi sono tra le cause di allattamento doloroso.

Ferite, che possono essere o meno sanguinanti, che riguardano solitamente la punta del capezzolo, nel 90% dei casi sono provocate da un attacco non corretto.

In questo frangente, l’intervento parallelo di ostetrica e osteopata è decisivo. 

Se la prima professionista aiuta la mamma a correggere l’attacco, il secondo, attraverso manipolazioni mirate, risolve le eventuali contratture a livello della mandibola che impediscono al neonato di aprire bene la bocca.

Quando le ragadi compaiono, per alleviare il dolore è importante far respirare il capezzolo – sempre di ferite parliamo – e spalmarci sopra qualche goccia di latte materno.

Per accelerare la cicatrizzazione, si può usare la tintura madre di calendula.

Vasospasmo al seno

Il vasospasmo al seno è un problema non semplice da riconoscere per professioniste che, come le ostetriche, si occupano di allattamento.

In cosa consiste?

Nella compressione, da parte del neonato che si attacca in punta, dei vasi sanguigni superficiali del capezzolo.

Quest’ultimo, una volta terminata la poppata, è colpito da un dolore simile a quello provocato dal contatto con un corpo arroventato.

Frequente nelle donne che soffrono di problemi di circolazione periferica come la sindrome di Raynaud, il vasospasmo al seno è causa di allattamento doloroso.

Come agire per risolvere la situazione?

Ancora una volta la sinergia fra ostetrica e osteopata è la risposta.

Tra consigli sulle posizioni che favoriscono l’attacco profondo – ottima a tal proposito è quella nota come biological nurturing – e massaggi che risolvono le contratture che impediscono un’apertura ottimale della bocca, si può tornare ad allattare con serenità.

Qualora non dovesse essere raggiunto il risultato sperato, è cruciale contattare il curante per farsi prescrivere farmaci a base di nifedipina, principio attivo che favorisce il rilassamento dei vasi sanguigni.

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Frenulo linguale corto

Un’altra causa dell’allattamento doloroso è il frenulo linguale corto.

Alterazione anatomica che coinvolge la lamina tissutale che collega la base della lingua al pavimento buccale del piccolo, limita il movimento della lingua.

Ostacola, infatti, il concretizzarsi di quell’onda peristaltica necessaria per una suzione nutritiva.

La conseguenza è l’insorgenza di dolore al seno nella mamma.

Il frenulo linguale corto, infatti, è una delle cause delle ragadi.

A seconda delle indicazioni di partenza, chirurgo pediatrico e otorinolaringoiatra valutano se è necessario l’intervento di frenulectomia.

Non invasivo e in grado di risolvere in maniera immediata la situazione, può essere eseguito usando il bisturi, il laser o le forbici.

Candidosi al capezzolo

Altro possibile fattore causale dell’allattamento doloroso è la candida al capezzolo

Il dolore provocato da questa infezione, a sua volta causata dal fungo Candida albicans, è atipico.

Lo si può paragonare alla puntura di numerosi spilli.

In alcuni casi, si irradia fino alla schiena.

 

Come si risolve il problema?

 

  • Monitorando il neonato: spesso, la candida al capezzolo viene trasmessa dal cucciolo. Tra i sintomi ai quali porre attenzione ricordo le irritazioni da pannolini e l’insorgenza di una patina candida sulla lingua;
  • rivolgendosi subito al medico di fiducia. Compito di questo professionista è prescrivere farmaci antifungini topici. 

 

Essenziale è trattare anche il cucciolo se presenta l’infezione a livello orale (mughetto). 

Come alleviare il dolore al seno in allattamento?

Per alleviare i sintomi dell’allattamento doloroso, è possibile agire su più fronti.

In caso di mastite, infezione della mammella che può insorgere a seguito di ragadi non trattate, è possibile procedere applicando impacchi caldo/freddo sia prima della poppata, sia dopo aver staccato il cucciolo.

Quando si verifica un ingorgo mammario, evenienza che vede un dotto mammario che, non venendo adeguatamente drenato, rimane pieno di latte, fanno la differenza il massaggio al seno e l’auto-spremitura manuale.

Cosa fare quando il seno diventa duro in allattamento?

I capezzoli che bruciano non sono l’unico sintomo in caso di allattamento doloroso.

Può capitare, come nei casi appena menzionati della mastite e dell’ingorgo, di sentire il seno più duro.

Oltre agli impacchi freddi post poppata, è opportuno chiamare in causa l’aiuto dell’ostetrica.

Suggerendo posizioni d’attacco mirate, aiuta la mamma a drenare meglio il seno.

Contattando un’ostetrica esperta, si può scoprire, per esempio, che le zone dove il cucciolo appoggia, durante la poppata, mento e naso, sono drenate con maggiore intensità.

Si può quindi tenere conto di questo aspetto per cambiare la posizione con l’obiettivo di svuotare una specifica area della mammella.

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