Analgesia Epidurale: Che cos’è, Quando si esegue, Rischi e Complicanze (Guida Ostetrica Completa)

Indice

  1. Analgesia epidurale: uno strumento per la riduzione del dolore da parto
  2. Che Cos’è l’analgesia epidurale
  3. quando e come si esegue l’analgesia epidurale
  4. l’anestesia epidurale fa male?
  5. Dopo quanto di percepisce l’effetto dell’epidurale?
  6. Quanto dura l’effetto dell’epidurale
  7. Anestesia epidurale vs. Anestesia Spinale: c’è differenza?
  8. Le controindicazioni dell’anestesia epidurale
  9. Rischi, complicanze ed effetti collaterali dell’anestesia epidurale
  10. Quando è consigliato fare l’anestesia epidurale
  11. I vantaggi dell’anestesia epidurale
  12. Gli Svantaggi dell’anestesia epidurale

Analgesia Epidurale: uno strumento per la riduzione del dolore da parto

Ciao e benvenuta sul mio sito!

Insieme a Maria Chiara AlvisiOstetrica – abbiamo registrato un approfondito video YouTube che ti spiega l’Anestesia Epidurale in tutte le sue sfaccettature.

L’analgesia epidurale è una procedura medica utilizzata durante il travaglio per la gestione e il controllo del dolore delle contrazioni.

Durante la gravidanza, sono moltissime le donne che vogliono essere adeguatamente informate rispetto a tale tecnica ed è per questo che è molto importante discuterne con il proprio curante, ma anche durante i corsi di preparazione alla nascita, a cui le donne possono partecipare durante la gestazione. 

Solitamente, qualche settimana prima del termine (intorno alla 34-35esima settimana di gravidanza), qualora la gestante fosse interessata, nella struttura ospedaliera di riferimento, vengono organizzati degli incontri con un anestesista dedicato.

TRAVAGLIO E PARTO

In tale occasione verrà compilata la cartella anestesiologica, utile nel momento in cui la donna decidesse di affidarsi all’analgesia epidurale durante il suo travaglio.

Tale incontro è molto utile per essere adeguatamente e consapevolmente informati dallo specialista, tant’è che la donna firmerà un consenso informato con annessa scheda informativa, che verrà consegnata in copia cartacea alla paziente. 

Dunque la figura di riferimento in questo caso è l’anestesista, ma fondamentale è anche la conoscenza della procedura da parte di ostetriche e ginecologi, che supporteranno la donna in una scelta informata e consapevole al momento del travaglio. 

Che Cos'è l'Analgesia epidurale

L’epidurale è una tecnica anestesiologica utilizzata per il controllo del dolore del travaglio di parto in tutti i suoi stadi. 

Durante la procedura, vengono somministrati dei farmaci (generalmente anestetici locali e/o oppiacei) a livello dello spazio epidurale della colonna vertebrale. 

Questo spazio si trova tra la parte esterna della dura madre (una delle tre meningi) e la parte ossea del canale spinale. In questo modo si ottiene un blocco temporaneo delle fibre nervose, responsabili della sensazione dolorifica. 

E’ importante sottolineare che l’analgesia epidurale non toglie sensibilità dal punto di vista motorio e sensitivo, per cui la donna è libera di muoversi in autonomia. 

Come già anticipato prima, è una tecnica che viene eseguita da un medico anestesista competente in totale sicurezza sia per la mamma che per il bambino.

Quando e come si esegue l'analgesia epidurale

Generalmente, l’analgesia peridurale viene eseguita a travaglio avviato, quindi quando le contrazioni sono valide per tutti i caratteri (frequenza, durata ed intensità) e la dilatazione cervicale e circa di 3-4 cm. 

Alla gestante è fatta assumere la posizione seduta o sdraiata su un fianco. Importante in questo momento è anche la rilevazione dei parametri vitali della donna e il controllo del bcf (battito cardiaco fetale), oltre che una buona idratazione. 

A questo punto, il medico anestesista prepara il campo sterile, disinfettando la schiena della donna, a livello della regione lombare; viene praticata un’anestesia locale per rendere meno doloroso l’inserimento dell’ago, che successivamente verrà utilizzato per raggiungere lo spazio epidurale. 

Una volta raggiunto, viene sfilato l’ago e inserito un piccolo catetere, che rimarrà in sede per poter somministrare i farmaci anestetici. Sono possibili più somministrazioni fino alla conclusione del parto. 

Lo scopo dell’analgesia epidurale non è tanto quello di annullare completamente il dolore, ma di fare in modo che la donna riesca a gestirlo e controllarlo meglio. 

In questo modo la donna percepirà comunque l’arrivo delle contrazioni uterine, in maniera decisamente sopportabile, e soprattutto la sensazione di spinta durante il periodo espulsivo.

L'anastesia epidurale fa male?

Di per sé, la procedura è indolore, in quanto l’anestesista pratica l’anestesia locale nella sede di inserzione del cateterino, che posizionerà successivamente. 

Anche la procedura di rimozione dovrebbe essere indolore. 

Dopo quanto si percepisce l'effetto dell'epidurale?

Dopo aver iniettato i farmaci anestetici all’interno del cateterino, gli stessi produrranno l’effetto desiderato dopo circa 15/20 minuti. 

A quel punto la gestante percepirà la contrazione uterina come un indurimento della pancia, ma senza teoricamente sentire più dolore. 

E’ importante verificare  la mobilità degli arti inferiori dopo la procedura, per accertarsi che la donna abbia mantenuto una buona sensibilità e che quindi riesca a muoversi e camminare liberamente. 

Può succedere che dopo l’effetto dell’epidurale, la donna, se particolarmente stanca ed esausta, riesca anche a prendere sonno e a riposarsi. 

Continuerà in ogni caso il monitoraggio dei parametri vitali della gestante e la rilevazione del bcf tramite ctg (tracciato cardiotocografico). 

Quanto dura l'effetto dell'epidurale?

Una volta somministrati i farmaci, l’effetto potrebbe durare da 1 a 3 ore circa.

È importante che la donna non torni a percepire il dolore delle contrazioni come prima, per cui si consiglia di ripetere la somministrazione del farmaco non appena la sensazione del dolore torna ad essere percepita come fastidiosa.

Tutto ciò deve ovviamente essere concordato con l’ostetrica, che sta assistendo la donna in quel momento. 

Anestesia epidurale vs. Anestesia Spinale: c'è differenza?

Sì. 

La differenza è sostanziale, in quanto l’anestesia spinale è una vera e propria anestesia: annulla temporaneamente la sensibilità dal tronco fino agli arti inferiori e in ostetricia viene utilizzata durante il taglio cesareo, che è un vero e proprio intervento chirurgico. In questo caso la donna è cosciente, ma perde la sensibilità della parte inferiore del corpo per permettere che l’intervento possa avvenire. 

Anche gli spazi dove i farmaci vengono iniettati sono differenti. 

Infatti gli anestetici utilizzati dal medico anestesista vengono iniettati più in profondità, ovvero nello spazio subaracnoideo, tra l’aracnoide e la dura madre. 

Anestesia epidurale: Controindicazioni

Ci sono delle controindicazioni specifiche a causa delle quali non è possibile servirsi di questo valido strumento; sarà necessario parlarne con il medico anestesista per valutare caso per caso, ma in generale le principali controindicazioni sono:

  • Patologie della coagulazione (anche terapie con anticoagulanti);
  • Infezioni sistemiche (sepsi);
  • Allergie ai farmaci utilizzati per l’analgesia epidurale documentate;
  • Patologie neurologiche;
  • Interventi alla colonna vertebrale;
  • Gravi problemi alla schiena.

Anestesia Epidurale: rischi, complicanze ed effetti collaterali

  • Ipotensione: è la principale complicanza dell’analgesia epidurale; questo a causa del possibile blocco delle terminazioni nervose dei vasi sanguigni, oltre quelle del dolore. Per evitare tale rischio, generalmente l’anestesista suggerisce all’ostetrica di idratare la donna per via endovenosa con liquidi durante la procedura. 
  • Riduzione del controllo dello stimolo minzionale: può succedere che i farmaci anestetici agiscano anche a livello delle fibre nervose che regolano la percezione dello stimolo ad urinare. Per questo è fondamentale che la donna provi ad urinare spontaneamente circa ogni 2 ore. In caso contrario sarà necessario prendere in considerazione l’uso di un catetere vescicale estemporaneo o a permanenza
  • Prurito: solitamente il prurito cutaneo può essere indotto dall’utilizzo dei farmaci oppiacei
  • Insuccesso della procedura (grave obesità, grave scoliosi)
  • Allungamento dei tempi del travaglio
  • Alterata sensibilità agli arti inferiori
  • Nausea e/o vomito.
  • Mal di schiena.
  • Cefalea importante: il mal di testa forte può sopraggiungere nel momento in cui l’anestesista inavvertitamente punge con l’ago oltre lo spazio epidurale, facendo verificare una fuoriuscita di liquor, che porta alla cefalea. 
  • Infezione nel sito di inserzione del cateterino.
  • Ematoma epidurale.

Quando è consigliato fare l'epidurale?

L’ostetrica e l’anestesista potrebbero consigliare l’epidurale nei casi in cui la procedura si rivela necessaria per diversi motivi, ma la scelta finale è sempre della donna, che deve essere stata precedentemente informata dei rischi e benefici della procedura. 

L’epidurale potrebbe essere raccomandata nei seguenti casi:

  • Travaglio prolungato
  • Parto gemellare
  • Parto cesareo, se l’epidurale era già stata somministrata durante il travaglio
  • Patologie cardiache
  • Ipertensione arteriosa
  • Patologie oculari (grave miopia, pregresso distacco retina).

Quali sono i Vantaggi dell'anestesia epidurale?

  • Effetto antidolorifico
  • La gestante rimane lucida e cosciente durante tutto il travaglio
  • La quantità di farmaco che raggiunge il feto è molto bassa
  • Si riduce l’iperventilazione materna e quindi l’apporto di ossigeno al bambino migliora
  • Si riduce la circolazione di cortisolo e quindi diminuisce il rischio di distress fetale.

Quali sono gli Svantaggi dell'anestesia epidurale?

  • Maggior rischio di ipotensione
  • Si potrebbero allungare i tempi del travaglio
  • Aumento rischio parto operativo (utilizzo della ventosa ostetrica)
  • Potrebbe sopraggiungere la febbre
  • La donna potrebbe risentire di un periodo di debolezza muscolare.

 

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