Anemia ed ematocrito basso in gravidanza: guida per la futura mamma

Anemia ed ematocrito basso in gravidanza: guida per la futura mamma

  1. INTRODUZIONE
  2. COSA SUCCEDE AL SANGUE DELLA MAMMA IN GRAVIDANZA?
  3. EMOGLOBINA ED EMATOCRITO: COSA SONO E QUALI SONO LE DIFFERENZE?
  4. EMOCROMO IN GRAVIDANZA: COS’È E A COSA SERVE?
  5. ALTRE CAUSE DI ANEMIA IN GRAVIDANZA
  6. QUANDO L’ANEMIA È CONSIDERATA GRAVE IN GRAVIDANZA?
  7. SINTOMI DEI GLOBULI ROSSI BASSI IN GRAVIDANZA
  8. EMOGLOBINA BASSA: I RISCHI PER IL FETO
  9. COSA FARE IN CASO DI ANEMIA IN GRAVIDANZA

Introduzione

I quadri di anemia ed ematocrito basso in gravidanza sono frequenti e possono preoccupare la mamma in attesa.

Se hai dubbi sul tema e ti stai chiedendo, per esempio, in quali casi l’anemia è grave in gravidanza e cosa fare, stai leggendo l’articolo giusto.

Nelle prossime righe, troverai tutte le risposte, e non solo.

Per accompagnarti in maniera completa nel viaggio verso la nascita, ho pensato e curato il videocorso multidisciplinare “Nascere e Rinascere Madre”, che puoi trovare cliccando sul pulsante alla fine del paragrafo.

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Cosa succede al sangue della mamma in gravidanza?

Durante la gravidanza, come sottolineo in questo video, cambia tutto il corpo, non soltanto l’utero.

Si ha a che fare, tra i vari mutamenti, anche con un incremento di volume del sangue materno.

Ciò accade per due motivi. 

Il primo è la necessità di far fronte alle esigenze di crescita del feto.

Il secondo, invece, la prevenzione della perdita di alte quantità di componenti cellulari a seguito delle perdite ematiche durante il parto.

Il fenomeno appena descritto è noto come emodiluizione o idremia gravidica.

Aumenta il plasma, ossia la componente liquida del sangue, ed è soggetta a maggior diluizione quella corpuscolata, composta in grandissima parte dai globuli rossi

La conseguenza?

Una riduzione dei livelli di emoglobina (nel prossimo paragrafo vedremo cos’è e le differenze rispetto all’ematocrito).

In tutto questo non bisogna mai dimenticare che il feto in crescita assorbe numerosi nutrienti dal corpo della madre e che tra questi è presente il ferro.

Alla luce di ciò, una blanda riduzione dei suoi livelli va considerata come fisiologica.

anemia ed ematocrito basso in gravidanza

Emoglobina ed ematocrito: cosa sono e quali sono le differenze?

Comprendere bene il quadro clinico in caso di anemia ed ematocrito basso in gravidanza vuol dire capire cos’è l’emoglobina e cos’è l’appena menzionato valore.

La prima è una proteina presente nei globuli rossi e avente il compito di trasporto dell’ossigeno.

Affinché il midollo osseo riesca a sintetizzarla, è essenziale il ferro, che si accumula nel fegato sotto forma di ferritina, proteina i cui livelli vanno monitorati tramite gli esami del sangue in gravidanza.

L’ematocrito è la percentuale, su tutto il sangue, di parte corpuscolata (alla sua composizione contribuiscono, come già accennato, soprattutto i globuli rossi).

Nella donna sana non gravida, i valori normali vanno dal 38 al 45%.

 

In caso di gravidanza quasi a termine fisiologica e singola, si può arrivare al 34% e al 30 nell’eventualità di una gravidanza multipla (parlo sempre di valore normale a fine gestazione).

Per poter parlare in maniera specifica di anemia ed ematocrito basso in gravidanza, i valori devono essere i seguenti:

 

  • 1° trimestre: emoglobina sotto gli 11 g/dl ed ematocrito inferiore al 33%;
  • 2° trimestre: valori dell’emoglobina inferiori ai 10,5 g/dl ed ematocrito inferiore al 32%;
  • 3° trimestre: emoglobina pari a meno di 11 g/dl ed ematocrito inferiore al 33%.

Emocromo in gravidanza: cos'è e a cosa serve?

Il quadro dell’emodiluizione in gravidanza va monitorato.

Per farlo, si ricorre all’esame dell’emocromo. 

Questo esame del sangue è compreso nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) in gravidanza fisiologica, indi completamente gratuito.

Esame grazie al quale è possibile analizzare le cellule ematiche materne, va effettuato a inizio gestazione, se possibile non oltre la 13° settimana, a metà della gravidanza e verso la fine.

L’esecuzione attorno alla ventesima settimana ha un ruolo di particolare rilevanza.

Come mai? Perché, più o meno a metà gravidanza, viene toccato il cosiddetto nadir, il livello più basso dell’emoglobina durante la gestazione.

In tale fase, è possibile capire se l’emodiluizione è fisiologica oppure se si ha a che fare con una situazione di anemia ed ematocrito basso in gravidanza, con ovvia necessità di integrare il ferro.

anemia ed ematocrito basso in gravidanza

Altre cause di anemia in gravidanza

Quando si parla di anemia ed ematocrito basso in gravidanza si inquadra, come già accennato, una situazione che ha alla base un’emodiluizione quasi sempre fisiologica.

 

Attenzione: possono esserci anche altre cause. Ecco quali:

 

  • Carenza di ferro;
  • carenza di folato, evenienza che riguarda lo 0,5 – 15% delle gravide e che espone a un maggior rischio di malformazioni al tubo neurale del nascituro e di sindrome feto – alcolica;
  • carenza di vitamina B12, nutriente decisivo per la sintesi dei globuli rossi.

Quando l'anemia in gravidanza è considerata grave?

In presenza di emoglobina inferiore a 11 g/dl a inizio gravidanza, si procede con un trattamento di profilassi.

Lo step in questione è necessario in quanto, con il successivo aumentare dell’emodiluizione fisiologica, si può andare sotto i 10 mg/dl.

Sintomi dei globuli rossi bassi in gravidanza

Quando ha i valori dei globuli rossi bassi in gravidanza, la mamma in attesa può avere a che fare con sintomi il mal di testa, il pallore, un generale senso di affanno, l’ipotensione, per non parlare dell’incremento anomalo della frequenza cardiaca.

Si tratta di quadri meritevoli di immediata attenzione medica, onde evitare un impatto negativo sullo sviluppo del feto e sulle sue riserve di ferro alla nascita.

Emoglobina bassa in gravidanza: i rischi per il feto

Quali rischi implicano per il feto i quadri in cui sono presenti anemia ed ematocrito basso in gravidanza e i valori dell’emoglobina sono bassi?

Se non si procede tempestivamente a trattare la situazione a fronte di valori inferiori agli 8,5 g/dl, aumenta il rischio di parto pretermine, basso peso del feto alla nascita, sviluppo di ritardi psicomotori da parte del bimbo nel corso della crescita.

La mamma, invece, è fortemente esposta al rischio di gestosi (o preeclampsia) e di distacco della placenta.

anemia ed ematocrito basso in gravidanza

Cosa fare in caso di anemia in gravidanza?

Cosa bisogna fare in caso di anemia ed ematocrito basso in gravidanza? Dipende dalla causa alla base.

L’emodiluizione fisiologica non richiede alcun tipo di intervento: è segno, anzi, del corpo che si sta adattando al meglio alla gestazione.

In caso di carenza di ferro o di folati, se la mamma non soffre di talassemia o di anemia falciforme si somministrano, da assumere lontano dai pasti per prevenire difficoltà di assorbimento, integratori a base di solfato ferroso.

Il dosaggio, a seconda delle condizioni della mamma, può andare dai 60 ai 120 mg al dì.

Non va poi mai dimenticato il ruolo della dieta.

Essenziale è evitare di pensare che l’unica soluzione per incrementare le riserve di ferro sia la carne rossa. 

Esistono numerose fonti vegetali – e nel videocorso della Dottoressa Federica Dell’Oro, nutrizionista della DrSilva Academy, potrai scoprire come includerle in menù gustosi e salutari – da portare in tavola associate a cibi ricchi di vitamina C.

Il ferro non eme, presente negli alimenti di origine vegetale, è poco biodisponibile e necessita dell’abbinamento con la vitamina C per essere adeguatamente assorbito.

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