Antibiotico in gravidanza: cosa succede se lo si prende, quali assumere, quali evitare

Antibiotico in gravidanza: cosa succede se lo si prende, quali assumere, quali evitare

  1. INTRODUZIONE
  2. COSA SUCCEDE SE ASSUMO L’ANTIBIOTICO E SONO INCINTA?
  3. SI PUÒ PRENDERE L’ANTIBIOTICO NELLE PRIME SETTIMANE DI GRAVIDANZA?
  4. ASSUNZIONE DELL’ANTIBIOTICO IN GRAVIDANZA: QUALI SONO CONSENTITI?
  5. QUALI ANTIBIOTICI NON VANNO ASSUNTI IN GRAVIDANZA?
  6. QUANTE VOLTE VA PRESO L’ANTIBIOTICO IN GRAVIDANZA?
  7. INDICAZIONI TERAPEUTICHE PER GLI ANTIBIOTICI IN GRAVIDANZA
  8. GLI ANTIBIOTICI IN GRAVIDANZA CAUSANO EFFETTI COLLATERALI?
  9. ASSUMERE ANTIBIOTICI IN GRAVIDANZA È RISCHIOSO PER IL CUCCIOLO E PER LA MAMMA?

Introduzione

Le domande sull’antibiotico in gravidanza sono molto frequenti tra le mamme in dolce attesa.

Se anche tu hai dubbi in merito e, per esempio, ti stai chiedendo quali antibiotici prendere e quali evitare durante la gestazione, questo contenuto fa per te.

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Cosa succede se assumo l'antibiotico e sono incinta?

Come sottolineo in questa video pillola, è possibile assumere l’antibiotico in gravidanza.

Questa tipologia di medicinale è, nella maggioranza dei casi, perfettamente compatibile con la gestazione.

Gli antibiotici, che rappresentano circa l’80% dei farmaci prescritti alle donne in dolce attesa – fonte: Fondazione Veronesi – andrebbero assunti avendo cura di procedere, dopo la conclusione della terapia, al ricorso ai probiotici.

Questi prodotti naturali, che devono essere sempre consigliati dal curante, permettono di ripristinare, dopo una terapia finalizzata a debellare i batteri patogeni, l’eubiosi intestinale, ossia il perfetto equilibrio a livello di microbiota e microbioma.

Si tratta di un aspetto cruciale in quanto, dati scientifici alla mano, la qualità del microbiota intestinale della mamma può influire sul benessere intestinale del neonato e, in generale, sulla salute delle generazioni successive (fetal programming).

antibiotico in gravidanza

Si può prendere l’antibiotico nelle prime settimane di gravidanza?

Nel corso delle prime settimane di gravidanza, periodo di base molto delicato, è possibile assumere antibiotici? 

La risposta, nella maggior parte delle situazioni, è affermativa.

Le tipologie di antibiotico con effetto tossico o teratogeno – causa di malformazione nel neonato – sono poche.

Ad esse dedicherò i prossimi paragrafi.

Assunzione dell'antibiotico in gravidanza: quali sono consentiti?

Nella classe degli antibiotici sono compresi diversi medicinali.

Ricordo per la precisione che, quando si chiama in causa il binomio antibiotico in gravidanza e amoxicillina, si inquadra una delle scelte primarie per quanto riguarda la classe di farmaci oggetto di questo contenuto.

Lo stesso si può dire per l’ampicillina.

L’amoxicillina è prescritta come antibiotico in gravidanza in caso di infezioni batteriche che coinvolgono le alte vie respiratorie.

In caso di insorgenza di febbre, è possibile fare ricorso al paracetamolo.

L’ampicillina, invece, è impiegata nella profilassi antibiotica in caso di streptococco in gravidanza per impedire che il batterio venga trasmesso al feto.

Un altro fra gli antibiotici consentiti in gravidanza è la Clindamicina.

Questo principio attivo, come ci ricorda l’AIFA, è indicato nei quadri di coriamniosite, una condizione che comporta l’infiammazione delle membrane fetali.

Il suo impiego trova indicazione in fase secondaria, ossia a seguito della mancata risposta all’utilizzo di macrolidi, cefalosporine, penicilline.

Quali antibiotici non vanno assunti in gravidanza?

Chiarito il fatto che l’assunzione dell’antibiotico in gravidanza, in presenza delle adeguate indicazioni, è una strada sicura, è naturale chiedersi quali siano i principi attivi non compatibili con lo stato di gestazione.

Da evitare quando si aspetta sono gli antibiotici a base di principi attivi come le tetracicline, le rifamicine, il cotrimossazolo.

Il primo dei principi attivi appena menzionati è indicato in caso di candida ed è da evitare soprattutto nel secondo e nel terzo trimestre in quanto causa di malformazioni del nascituro.

Quante volte va preso l'antibiotico in gravidanza?

Compresa la possibilità di assumere l’antibiotico in gravidanza in maniera sicura nella quasi totalità dei casi, è normale chiedersi quante volte prenderlo.

I riferimenti sul dosaggio dipendono dalle indicazioni del curante. In linea di massima, anche durante la gravidanza si parla di due assunzioni quotidiane, una al mattino e una in orario serale.

Indicazioni terapeutiche per gli antibiotici in gravidanza

L’antibiotico in gravidanza va assunto, come già accennato, in presenza di adeguate indicazioni terapeutiche.

Tra le più frequenti nei mesi della gestazione troviamo le infezioni sessualmente trasmesse, quelle che colpiscono le vie urinarie e le infezioni alle vie respiratorie.

Essenziale è ricordare l’importanza dell’assunzione del pieno dosaggio, in quanto il mancato trattamento del problema di salute può mettere a forte rischio il benessere di mamma e feto.

Utile a tal proposito è l’esempio delle infezioni a carico della zona genitale e delle vie urinarie. 

Senza un intervento tempestivo e un approccio curativo adeguato, aumenta il rischio di aborto spontaneo, parto prima del termine, neonato con scarso peso alla nascita.

Gli antibiotici in gravidanza causano effetti collaterali?

Assumere l’antibiotico in gravidanza può comportare alcuni effetti collaterali, dalla nausea ai dolori addominali.

Nei casi in cui, alla base dell’assunzione, ci sono le giuste indicazioni cliniche e i consigli del curante, non c’è motivo di preoccuparsi.

Con la conclusione della terapia farmacologica, gli effetti collaterali rientrano. 

antibiotico in gravidanza

Assumere antibiotici in gravidanza è rischioso per il cucciolo e per la mamma?

Come già accennato, alcuni antibiotici in gravidanza possono causare malformazioni al feto e vanno per questo evitati.

Nel momento in cui si ha a che fare con antibiotici compatibili, la moderazione deve fare da guida, insieme con l’attenzione pedissequa alle indicazioni terapeutiche.

A ricordare il motivo ci pensa, tra le varie testimonianze scientifiche, questo studio pubblicato nel 2017 sulla rivista Gut e condotto da un team del Karolinska Institutet di Stoccolma.

Il lavoro scientifico sottolinea il fatto che l’esposizione agli antibiotici nel corso della vita fetale incrementa il rischio di insorgenza di patologie infiammatorie intestinale nel corso dei primi anni di vita.

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