Calo fisiologico del neonato: cos’è, cause, durata, tempi di recupero

Calo fisiologico del neonato: cos'è, cause, durata, tempi di recupero

  1. INTRODUZIONE
  2. A COSA È DOVUTO IL CALO FISIOLOGICO?
  3. CALO FISIOLOGICO ALLA NASCITA: QUANTO PESO DOVREBBE PERDERE IL NEONATO?
  4. CALO FISIOLOGICO NEI PREMATURI: A QUANTO CORRISPONDE?
  5. QUANTO DURA IL CALO FISIOLOGICO NEL NEONATO?
  6. QUANDO ALLARMARSI?
  7. CALO DEL PESO ECCESSIVO NEL NEONATO: COME FAVORIRE IL RECUPERO

Introduzione

Il calo fisiologico del neonato è uno degli argomenti più gettonati tra le mamme che seguo in consulenza, sia online sia in studio.

Quelle alla prima gravidanza, mi interpellano preoccupate su questo tema, facendosi domande sia sulla durata, sia sui tempi di recupero.

Se ti riconosci in questa descrizione, questo articolo è perfetto per te!

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A cosa è dovuto il calo fisiologico?

Il calo fisiologico del neonato dopo la nascita è un’evenienza normalissima.

Le cause che lo provocano sono diverse. Ecco l’elenco:

 

  • Perdita di liquidi corporei attraverso le deiezioni e il respiro;
  • calorie bruciate in attività come il pianto e la suzione del capezzolo;
  • stomaco di dimensioni molto piccole e non adeguate a compensare, con il latte, la quantità di liquidi persa. Ricordo che l’organo in questione durante la gravidanza non serve, in quanto il feto riceve i nutrienti attraverso il cordone ombelicale.


Proprio a causa delle dimensioni piccole dello stomaco, nei primissimi giorni fuori dalla pancia il nutrimento del cucciolo è la blanda quantità di colostro prodotta dal seno materno.

calo fisiologico del neonato

Calo fisiologico alla nascita: quanto peso dovrebbe perdere il neonato?

Il calo fisiologico del neonato è un’evenienza normalissima.

A quanto dovrebbe corrispondere (parliamo dei primi 3 – 5 giorni di vita)?

A un range che va dal 5 – 7% del peso del neonato alla nascita.

Tenendo sempre in considerazione il fatto che ogni neonato è a sé e che la bilancia, come approfondirò più tardi, non è l’unica cosa da guardare, rammento che, fino a un calo del 10% circa, è possibile non preoccuparsi.

Calo fisiologico nei prematuri: a quanto corrisponde?

Parliamo ora di calo fisiologico nel neonato prematuro.

In questi casi, è necessario, per la mamma, prepararsi a una riduzione del peso più importante rispetto a quella che si nota, invece, nei piccoli nati a termine di gravidanza.

Il calo fisiologico del neonato prematuro può infatti raggiungere il 15 – 20% del peso alla nascita.

Uno dei motivi è legato al fatto che, alla nascita, i neonati prematuri hanno bisogno di più energia per far funzionare organi che, di fatto, non sono ancora maturi per la vita fuori dal pancione.

Quanto dura il calo fisiologico nel neonato?

Il calo fisiologico del neonato ha una durata di qualche settimana.

In questo caso, ci forniscono informazioni utili gli esperti dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma, facendo presente che, in media, il recupero ponderale avviene entro le prime due settimane di vita.

Per valutare la crescita, bisogna considerare come punto di partenza i numeri del peso più bassi raggiunti nel periodo di calo fisiologico.

Quando allarmarsi?

Nei casi in cui il calo fisiologico del neonato va oltre il 10 – 12%, si ritiene la situazione degna di attenzione.

L’obiettivo è sempre la prevenzione della disidratazione.

In merito a questo argomento, vorrei aprire una parentesi.

Come ricordo in questo video e come ho avuto modo di accennare anche nei paragrafi precedenti, è bene andare oltre ai numeri restituiti dalla bilancia.

La mamma deve imparare a osservare il suo bimbo, rendendosi conto, per esempio, che se il calo è del 10% ma sta arrivando la montata lattea, il bambino richiede spesso il capezzolo e sporca il numero giusto di pannolini, tutto è nella norma.

Quello che bisogna fare è semplicemente aspettare un po’ di più.

calo fisiologico del neonato

Calo del peso eccessivo nel neonato: come favorire il recupero

Capita spesso che, in ospedale, a fronte di un calo fisiologico superiore al 10% si proceda all’introduzione del latte artificiale, consigliando alla mamma di somministrarlo anche dopo essere tornata a casa.

Questa opzione ha un forte limite: comporta, infatti, una riduzione della stimolazione del seno.

La conseguenza di tutto ciò sono le difficoltà nell’avvio dell’allattamento.

Per mantenere una produzione di latte adeguata, è necessario attaccare frequentemente il bimbo, curando anche la qualità della posizione.

Molto spesso, alla base di un calo fisiologico eccessivo ci sono problematiche relative ai fattori in questione. 

Ecco perché, una volta escluse malattie in corso, è essenziale intervenire in ottica di supporto alla mamma.

Ciò vuol dire contattare un’ostetrica per farsi suggerire posizioni che permettono un attacco profondo.

Ottima a tal proposito è quella del biological nurturing, che vede il piccolo seduto a cavalcioni sulle gambe della mamma.

Raccomando altresì una valutazione osteopatica nei primissimi giorni dopo le dimissioni.

L’osteopata pediatrico risolve nell’immediato eventuali contratture mandibolari causate da fattori che vanno dal mal posizionamento nell’utero fino all’impiego della ventosa durante il parto. 

Le ripercussioni positive riguardano l’apertura della bocca e la qualità della suzione, che assume carattere nutritivo.

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