Iperemesi gravidica: sintomi, cause, terapia

Iperemesi gravidica: sintomi, cause, terapia

  1. INTRODUZIONE
  2. COSA SI INTENDE PER IPEREMESI GRAVIDICA?
  3. COSA SAPERE SULLA DURATA
  4. DIAGNOSI
  5. PRINCIPALI CAUSE
  6. FATTORI DI RISCHIO
  7. IPEREMESI GRAVIDICA E ABORTO: IL PARERE DELLA SCIENZA
  8. COSA È MEGLIO FARE IN CASO DI IPEREMESI GRAVIDICA?
  9. COSA MANGIARE SE SI SOFFRE DI IPEREMESI GRAVIDICA?

Introduzione

Quando inizio a seguire una mamma in dolce attesa in consulenza, capita quasi sempre che mi vengano poste domande sull’iperemesi gravidica.

Se anche tu vuoi sapere qualcosa di più su questa condizione, stai iniziando a leggere l’articolo giusto!

Potrai poi completare, se vorrai, il quadro di informazioni utili a un’attesa serena e consapevole con i contenuti del mio videocorso preparto “Nascere e Rinascere Madre”, che troverai cliccando sul pulsante alla fine del paragrafo.

Per dritte su temi come lo sviluppo motorio del bambino e la prevenzione di problematiche come coliche e reflusso, puoi fare un giro, invece, sul profilo Instagram @drsilva.com_official

Cosa si intende per iperemesi gravidica?

Per capire cos’è l’iperemesi gravidica, è necessario fare un piccolo passo indietro e ricordare che, durante l’attesa, è normale sperimentare sintomi come la nausea e il vomito.

Causati dall’aumento dei livelli di estrogeni e di ormone Beta HCG, possono comparire già dalle primissime settimane.

Generalmente vivono un picco attorno alla nona – decima.

Scompaiono entro la fine del primo trimestre, o al massimo con la conclusione della prima metà della gravidanza.

Quella appena descritta è una situazione fisiologica.

Se, invece, gli episodi di nausea e vomito sono continui, non diminuiscono e sono talmente intensi da causare forte perdita di peso nella mamma, con rischio di andare incontro a stati di disidratazione, si parla di iperemesi gravidica. 

iperemesi gravidica

Cosa sapere sulla durata

In generale, l’iperemesi gravidica dura fino alle 16 – 18 settimane di gravidanza.

Qualora dovesse protrarsi per più tempo, si presenterebbero rischi di disidratazione, di problematiche al fegato e di encefalopatie.

Diagnosi

Per formulare la diagnosi, il curante prende in considerazione prima di tutto i sintomi riferiti dalla mamma.

Necessaria, oltre a ciò, è anche una misurazione, nel corso del tempo, delle variazioni ponderali.

In caso di sospetta iperemesi, si procede al controllo di alcuni valori. Eccone alcuni tra i più importanti:

 

  • Dosaggio dei corpi chetonici:
  • livelli di creatinina;
  • dosaggio dell’ormone tireostimolante.

Vengono monitorati, se il curante lo ritiene opportuno, pure i livelli di elettroliti sierici e azotemia.

Cruciale è la formulazione della diagnosi differenziale.

Si procede su questa strada in caso di presenza di altri sintomi importanti oltre alla nausea e al vomito persistenti.

L’obiettivo è escludere patologie che vanno dalla gastroenterite all’epatite.

iperemesi gravidica

Principali cause

Al momento, la scienza non ha ancora raggiunto una conclusione definitiva sulle cause dell’iperemesi gravidica. 

 

In gioco intervengono diversi fattori. Ecco i principali:


  • Aumento dei livelli di estrogeni e prolattina;
  • sintesi, oltre la norma, dell’ormone HCG. Come sottolineato parlando di diagnosi, il curante può richiedere il dosaggio dell’ormone tireostimolante in quanto quest’ultimo, noto anche come TSH, ha una subunità in comune con la gonadotropina corionica;
  • mamma con un passato di disturbi gastrointestinali, evenienze che, fisiologicamente, con l’inizio della gravidanza peggiorano.

 

Non c’è invece alcun collegamento scientificamente provato tra iperemesi gravidica e problemi di natura psicosomatica.

Fattori di rischio

L’iperemesi gravidica, la cui incidenza va dallo 0,3 al 3%, è predisposta da diversi fattori di rischio.

Tra questi compaiono l’età materna giovane, le gravidanze gemellari, la familiarità, il fatto di essere in sovrappeso o alla prima gravidanza.

iperemesi gravidica

Iperemesi gravidica e aborto: il parere della scienza

In diversi lavori scientifici – un esempio è lo studio che puoi leggere qui – è stato descritto un tasso di aborto più basso nelle donne che soffrono di iperemesi gravidica.

Cosa è meglio fare in caso di iperemesi gravidica?

Frequente causa di ospedalizzazione della mamma in attesa nel primo trimestre di attesa, il problema oggetto dell’articolo va affrontato con metodo e tempestività.

Senza dubbio, ti starai chiedendo quando è il caso di andare in ospedale se si ha l’iperemesi gravidica.

L’indicazione prevede di farlo quando ci si accorge che gli antiemetici prescritti dal medico curante non portano effetti positivi.

Come ricordo in questo video, alla futura mamma ricoverata in ospedale per iperemesi gravidica vengono somministrati liquidi per endovena, essenziali per prevenire il rischio di disidratazione.

Si procede altresì alla somministrazione di elettroliti e multivitaminici.

L’approccio terapeutico può prevedere anche integratori con potassio, vitamina B6 (piridossina) e magnesio, senza dimenticare l’assunzione di medicinali antiemetici.

In merito ai farmaci in questione, si ricorda che vengono introdotti nella terapia somministrata in ospedale quando il vomito prosegue anche dopo la reintegrazione di liquidi ed elettroliti.

Cosa mangiare se si soffre di iperemesi gravidica?

In caso di iperemesi gravidica controllata, ci si può aiutare con l’alimentazione

Molto utile è consumare pasti frequenti e quantitativamente frugali.

Lo stesso vale per gli integratori caratterizzati dalla presenza di zenzero.

Importantissimo è idratarsi bene durante la giornata, bevendo acqua e non bibite gassate, zuccherate o bevande a temperatura troppo fredda.

Sono consigliati anche gli alimenti secchi, per esempio i crackers e le fette biscottate, così come gli spuntini proteici e il pane croccante.

Da evitare, invece, sono i cibi piccanti e ricchi di spezie.

iperemesi gravidica

Altri articoli dal blog