Parto in acqua: cos’è, pro, contro, dove effettuarlo

Indice

Introduzione

Parto in acqua: di cosa si tratta? Quali sono i vantaggi? Quali i contro? Dove lo si può fare? Ecco alcuni interrogativi che, almeno una volta, hanno attraversato la mente delle donne in dolce attesa e, in generale, delle coppie che stanno per iniziare la straordinaria esperienza della genitorialità.

 In questo articolo, cercherò di darti tutte queste risposte nella maniera più esaustiva possibile. Per rendere più agevole la fruizione del contenuto, ho preparato l’indice che puoi vedere qui sopra. Se ti interessa un argomento in particolare, non devi fare altro che cliccare sul paragrafo dedicato e approfondire. 

Ti auguro una buona lettura e ti invito a venirmi a trovare su Instagram se hai domande o dubbi. Scrivimi in direct o nei commenti e sarò felice di risponderti!

Parto in acqua: di cosa si tratta?

Il parto in acqua, come ricordato dall’ostetrica Maria Chiara Alvisi in questo video che abbiamo girato assieme, è una scelta antica come il mondo. Praticato ancora oggi quotidianamente in numerosi contesti culturali – diversi da quello occidentale, dove il parto in acqua è possibile e diffuso ma non è considerato la norma – prevede la decisione, da parte della futura mamma, di travagliare e partorire circondata dall’acqua.

 Nella maggior parte dei casi, si tratta di vasche da parto progettate in maniera specifica per essere un ambiente adatto ad accogliere il piccolo e sicuro per la futura mamma.

 Ciò vuol dire che le vasche da parto sono prive di spigoli o parti appuntite. Inoltre, sono ampie a sufficienza da consentire libertà di movimento alla travagliante.

donna nella vasca da parto in acqua

Perché partorire in acqua?

Perché partorire in acqua? La risposta si dà presto: il nostro cucciolo viene da un ambiente acquatico. Alla luce di ciò, passare dall’acqua all’acqua è per lui un cambiamento dolce e decisamente meno traumatico.

 Il percorso di passaggio dal canale del parto è inoltre facilitato. Il fatto che la sopra citata zona del corpo della donna sia bagnata piuttosto che asciutta fa differenza? Assolutamente sì! In caso di canale del parto attraversato da un liquido, il passaggio del feto dal buio e dalla protezione dell’utero alla luce risulta più facile. I benefici del parto in acqua non riguardano solo il piccolo. Doveroso, infatti, è citare quelli per la donna.

Travagliare mentre si è immerse in un liquido caldo permette di rendere l’esperienza decisamente più piacevole e rilassante (ne ho parlato anche in questo articolo dedicato ai metodi non farmacologici per gestire il dolore del travaglio).

 Nel momento in cui la futura mamma è immersa nel liquido caldo della vasca da parto, il suo cervello è informato prima di tutto dell’appena citata sensazione di calore sulla pelle. Solo in un secondo momento, arriva lo stimolo sensoriale del dolore.

 Sì, hai capito benissimo: in una situazione come quella del parto in acqua, il cervello può essere tranquillamente paragonato a un’autostrada intasata e il dolore a una macchina che arriva dopo rispetto a un’altra (la già citata sensazione di caldo attorno a sé).

Nell’acqua, inoltre, la donna è molto più leggera. Ciò implica una maggiore libertà di movimento per il bacino e la capacità di quest’ultimo di adattarsi più facilmente al passaggio del cucciolo. Il fatto che il bacino possa muoversi in maniera più agevole, implica in molti casi un quadro in cui viene favorita la correzione dei posizionamenti scorretti del feto nel canale del parto. Il risultato, come già detto, è un passaggio meno traumatico del cucciolo nel suo percorso verso il mondo e la luce.

 Un doveroso cenno deve essere dedicato anche ai tessuti del perineo, il famoso pavimento pelvico che tutte le ostetriche, e ovviamente anche la nostra Maria Chiara che è specializzata nella sua riabilitazione, citano spesso. Questi ultimi, quando sono immersi in acqua, sono particolarmente rilassati e distesi, il che riduce il rischio d’insorgenza di problematiche durante il parto.

 Quando si parla di parto in acqua, è fondamentale rammentare anche il maggior livello di intimità che la donna sperimenta. È la futura mamma in acqua e la persona che lei ha scelto per assisterla (p.e. il compagno e futuro papà). Tutti gli altri, ostetrica compresa, sono a una certa distanza. Si è come in una bolla, una bolla capace di rendere l’esperienza della nascita più piacevole.

 Un vantaggio importante del parto in acqua riguarda il fatto che, nel momento in cui lo si sceglie, si facilitano i primi sforzi respiratori del neonato. Si riesce inoltre, grazie al caldo dell’acqua, a prevenire l’evenienza, a dir poco problematica, dell’ipotermia nel piccolo.

donna che ha appena partorito in acqua e abbraccia il suo bambino

Controindicazioni

Quando si parla del parto in acqua, più che di contro veri e propri bisogna discutere di controindicazioni. Sotto a questo cappello è possibile includere tutte le situazioni in cui non si ha a che fare con un parto fisiologico, anche per condizioni che si sono palesate durante la gravidanza. Questo è il caso, per esempio, delle future mamme con diabete gestazionale. Da non dimenticare è pure l’impossibilità di travagliare o partorire in acqua nelle situazioni in cui si ha a che fare con pressione arteriosa troppo alta, condizione che può mettere a repentaglio l’efficienza della placenta e risultare rischiosa per il cucciolo.

Anche nel travaglio indotto è controindicato il parto in acqua. Attenzione: le donne che rientrano nei casi appena citati potranno comunque avere a che fare con l’elemento acqua che, durante il travaglio, è di grande aiuto per il controllo del dolore.

Possono averci a che fare, sì, ma in maniera localizzata. Ciò vuol dire che possono farsi una doccia o utilizzare l’acqua con una localizzazione definita, ma non immergersi in una vasca piena.

I motivi medici dietro a questa decisione sono legati al fatto che, nelle donne con parto non fisiologico, potrebbe esserci un tracciato cardiotocografico in corso o possono essere presenti delle flebo con soluzione fisiologica o diversi farmaci. Chiaro è che, nei casi appena citati, l’acqua è un oggettivo problema.

Proseguendo con l’elenco delle controindicazioni al parto naturale troviamo la positività al tampone SVG, la gravidanza gemellare, il parto vaginale dopo un cesareo.

foto di neonato in bianco e nero.

Dove si può partorire in acqua

Dove si può partorire in acqua? Innanzitutto nei contesti extra ospedalieri, ossia in casa propria e nelle case maternità, le strutture dedicate alla nascita gestite dalle ostetriche. Premettendo il fatto che, ovviamente, devono esserci le condizioni adatte a una nascita fuori da un contesto ospedaliero, ricordo che, quando si parla di case maternità, si inquadrano dei luoghi sempre attrezzati con la vasca da parto. Nelle situazioni in cui, invece, si dovesse optare per un’assistenza a domicilio, sarà l’ostetrica a portare la vasca da parto.

Cosa dire degli ospedali? Che basta informarsi presso la struttura scelta per il proprio parto. Non essendo la vasca presente in tutte le sale parto, è importante chiedere subito di essere portate in quella con la vasca libera.

donna che sta travagliando in acqua

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