Periodo fertile: cos’è, calcolo, sintomi, durata

Periodo fertile: cos'è, calcolo, sintomi, durata

  1. INTRODUZIONE
  2. COS’È IL PERIODO FERTILE E QUANTO DURA
  3. CALCOLO DEL PERIODO FERTILE: I METODI
  4. TEMPERATURA BASALE
  5. MONITORAGGIO DEL MUCO CERVICALE
  6. CALENDARIO
  7. QUANDO SI È A MAGGIOR RISCHIO DI RIMANERE INCINTA?
  8. IN QUALI GIORNI È DIFFICILE RIMANERE INCINTA?
  9. QUALI SONO I SINTOMI FISICI DEL PERIODO FERTILE?
  10. LE APP PER IL CALCOLO DEL PERIODO FERTIL SERVONO DAVVERO?
  11. COME FUNZIONANO GLI STICK OVULATORI
  12. I VANTAGGI DEL MONITORAGGIO ECOGRAFICO

Introduzione

Le domande sul periodo fertile sono a dir poco frequenti in consulenza.

A porle sono sia le donne che cercano una gravidanza sia quelle che, invece, stanno valutando il ricorso a metodi contraccettivi naturali.

Per aiutarti a vederci più chiaro in un ambito importantissimo per il benessere femminile, ho preparato questo articolo.

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Cos'è il periodo fertile e quanto dura

Il periodo fertile è l’intervallo di tempo del ciclo femminile nel corso del quale può verificarsi la fecondazione dell’ovulo femminile da parte del gamete maschile, lo spermatozoo.

Quanto dura?

L’ovocita femminile ha una vita pari a due giorni.

Dato che gli spermatozoi possono sopravvivere nel corpo fino a 4 giorni, la fecondazione è possibile anche in quelli che precedono l’ovulazione.

periodo fertile

Calcolo del periodo fertile: i metodi

Per calcolare il periodo fertile è possibile utilizzare diversi metodi.

Li analizzerò uno ad uno nei prossimi paragrafi.

Temperatura basale

Metodo che si basa sulla misurazione, effettuabile con un termometro ad hoc comodamente reperibile online a 15 – 20 euro, della temperatura basale del corpo umano, va gestito tenendo conto di regole precise.

La temperatura basale, infatti, va misurata sempre alla stessa ora, al momento del risveglio, prima di alzarsi dal letto e di iniziare le attività previste per la giornata.

Ciò accade per effetto del progesterone.

Il valore sopra menzionato, dopo l’ovulazione cresce di 0,2 – 0,5°C, arrivando oltre i 37 e mantenendo una generale costanza per i giorni che precedono l’arrivo del flusso mestruale successivo.

Nei casi in cui si cerca una gravidanza, i valori della temperatura basale andrebbero riportati su un grafico specifico – lo puoi chiedere alla tua ostetrica di fiducia – e confrontati nel corso dei mesi.

Diventa così più agevole individuare con un ampio margine di certezza i giorni dell’ovulazione.

Ci tengo a ricordarti che i valori della temperatura basale possono essere alterati in diversi casi. Ecco i più importanti:

  • Temperatura febbrile;
  • allattamento al seno;
  • cambio di fuso orario.

Influiscono sul risultato pure l’assunzione di alcuni farmaci e l’abitudine a consumare alcolici.

 

Monitoraggio del muco cervicale

Il muco cervicale è un messaggero importante dei cambiamenti del corpo femminile.

Prima della fase ovulatoria del ciclo, cambia e assume una consistenza viscosa.

Si palesa, inoltre, come elastico e più fluido.

Al tatto, può sembrare simile all’albume dell’uovo.

La strada dell’osservazione del muco cervicale scelta come contraccettivo è nota come metodo Billings.

La sinergia tra il monitoraggio dei cambiamenti del muco e la misurazione della temperatura basale è il metodo contraccettivo sintotermico.

Calendario

In questo frangente, si considera come punto di riferimento per l’inizio del periodo fertile il 14° giorno del ciclo.

Si può effettuare anche il seguente calcolo: a partire dalla durata del ciclo più breve nell’anno precedente, sottrazione di 18 giorni.

Da quella del più lungo, invece, ne vanno sottratti 11.

Nei casi in cui si ha un ciclo che dura dai 26 ai 29 giorni, i giorni utili per un possibile concepimento vanno dall’ottavo al diciottesimo. 

Quando si è a maggior rischio di rimanere incinta?

Se ci si informa sul periodo fertile per cercare un metodo contraccettivo naturale, è bene essere consapevoli del fatto che, in caso di ciclo regolare, i giorni rischiosi sono i quattro che precedono l’ovulazione e i quattro che la seguono. 

In quali giorni è difficile rimanere incinta?

Basandosi su un ciclo ovarico della durata standard di 28 giorni, quelli in cui è molto difficile rimanere incinte sono vicini al flusso mestruale.

In linea di massima, si va dal 22° giorno del ciclo all’ottavo di quello successivo.

Quali sono i sintomi fisici del periodo fertile?

Oltre che dai cambiamenti del muco cervicale, il periodo fertile nella donna può essere caratterizzato dal palesarsi di svariati sintomi. Ecco l’elenco dei principali:

 

  • Dolori al basso ventre simili a quelli che si sperimentano durante il flusso mestruale;
  • blando gonfiore addominale;
  • tensione al seno;
  • aumento del desiderio sessuale;
  • sbalzi dell’umore;
  • appetito più marcato.

 

Esiste anche un altro possibile segnale fisiologico, ossia il leggero sanguinamento vaginale o spotting.

Le app per il calcolo del periodo fertile servono davvero?

Le app per il calcolo del periodo fertile non vanno considerate riferimento centrale e unico.

Questo consiglio vale sia quando si cerca una gravidanza, sia quando si vuole provare un metodo contraccettivo naturale.

Non considerano infatti che i 28 giorni della durata del ciclo ovarico sono un parametro standard.

Come funzionano gli stick ovulatori

Gli stick ovulatori possono aiutare a inquadrare il proprio periodo fertile. 

Simili, lato funzionamento, al test di gravidanza – in entrambi i casi, si ricorre all’urina per monitorare dei valori ormonali – rilevano l’ormone LH o ormone luteinizzante.

Per individuare il periodo fertile, è opportuno ripetere lo stick per diversi giorni.

Il risultato positivo indica il picco dell’ormone LH e l’imminente arrivo dell’ovulazione.

A partire dal giorno del risultato positivo, chi cerca una gravidanza può cominciare ad avere rapporti non protetti. 

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I vantaggi del monitoraggio ecografico

In caso di difficoltà nel rilevare il periodo fertile con i metodi naturali, si può ricorrere al monitoraggio ecografico.

Quando lo si chiama in causa, si inquadrano una serie di ecografie transvaginali o transaddominali che controllano la maturazione del follicolo ovarico e lo spessore dell’endometrio.

Il vantaggio principale risiede nei risultati attendibile.

Il contro, invece, è l’investimento di tempo.

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