Posizioni per partorire: quali sono le migliori?

Posizioni per partorire: quali sono le migliori?

  1. INTRODUZIONE
  2. POSIZIONI PER IL PARTO: PERCHÉ QUELLA GINECOLOGICA È DA EVITARE
  3. COSA FARE PER AVERE UN PARTO MENO DOLOROSO: L’IMPORTANZA DELLE POSIZIONI LIBERE
  4. POSIZIONI LIBERE E VERTICALI
  5. POSIZIONI LIBERE E ORIZZONTALI

Introduzione

Quali sono le migliori posizioni per partorire?

Questa è la domanda che mi viene posta più spesso, in consulenza, dalle mamme al primo figlio o da quelle che, dopo un taglio cesareo, vogliono affrontare un parto naturale (VBAC).

Se sei qui, vuol dire che, quasi sicuramente, anche tu vuoi sapere qualcosa di più su questo argomento immenso.

Prima di iniziare la tua lettura, ricorda che, se sei alla ricerca di un percorso completo, ricco di consigli pratici, che ti accompagni verso il giorno della nascita del tuo cucciolo, c’è il mio videocorso preparto “Nascere e Rinascere Madre”, accessibile cliccando sul pulsante in fondo a ogni paragrafo.

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Posizioni per il parto: perché quella ginecologica è da evitare

Quando si tocca il tema delle posizioni per partorire, è naturale, nei casi in cui non si hanno conoscenze sull’argomento, chiamare in causa quella ginecologica o litotomica.

La più diffusa e, purtroppo, quella più culturalmente accettata nel nostro Paese, deve l’inizio della sua fama a Luigi XIV di Francia, il Re Sole, che chiese a chi assisteva ai parti della sua concubina di farla assumere alla futura mamma, così da avere una visione completa durante la nascita dei suoi figli.

L’unico vantaggio che ha questa posizione per il parto riguarda proprio la possibilità, per il personale ostetrico e medico, di vedere bene tutto e al massimo della comodità.

Per la donna che partorisce e per il cucciolo, invece, comporta solo criticità (anche importanti).

Quella ginecologica non può assolutamente essere inclusa tra le migliori posizioni per partorire in quanto, innanzitutto, il diaframma della mamma è bloccato.

La conseguenza?

Un’oggettiva difficoltà nel gestire le spinte del travaglio attivo.

A essere bloccato è anche l’osso sacro.

In questo caso, la conseguenza è il passaggio più ostico dal canale del parto, il cui diametro risulta ridotto anche a causa delle ginocchia della mamma divaricate.

La posizione ginecologica, inoltre, aumenta il rischio di lussazioni a carico del coccige, di problemi al perineo e di episiotomia.

Chiarita questa importante premessa, possiamo iniziare a parlare delle posizioni libere, la risposta giusta quando si parla di migliori posizioni per partorire.

posizioni per partorire

Cosa fare per avere un parto meno doloroso: l'importanza delle posizioni libere

Le posizioni per partorire migliori in assoluto?

Quelle libere, con la mamma che scende dal lettino ginecologico e, ascoltando il suo corpo e il suo cucciolo, sceglie come muoversi e come accompagnare il piccolo verso la luce.

Quando le si chiama in causa, è prima di tutto fondamentale ricordare i loro vantaggi. Ecco quali sono:

  • Nel caso delle posizioni per partorire libere e verticali, la gravità favorisce la discesa del feto, che è in asse perfetta con il canale del parto;
  • si può dimenticare il problema della compressione di vasi sanguigni importanti come la vena cava e l’aorta, messi a dura prova in caso di posizione ginecologica, con tutti i rischi del caso per l’ossigenazione fetale;
  • aumento del diametro del bacino nei casi in cui si assume la posizione accovacciata o quella inginocchiata.

Utili per ridurre la durata del travaglio – sia la fase dilatante, sia quella espulsiva – le posizioni libere permettono di avere un parto facile e veloce, con meno dolore, e riducono il rischio di ricorso di parto indotto con ossitocina e di amnioressi (rottura artificiale delle membrane amniotiche).

Posizioni libere e verticali

Le principali posizioni per partorire libere e verticali sono le seguenti:

  • Eretta
  • accovacciata
  • seduta con l’ausilio dello sgabello olandese
  • inginocchiata (sperimentabile, per esempio, durante il parto in acqua).

 

La prima, come mostro dettagliatamente nel videocorso, è perfetta per sperimentare diversi movimenti del bacino.

Lo si può muovere avanti e indietro, proprio come se fosse una scodella che raccoglie acqua e successivamente la versa, ma anche tracciare nell’aria il disegno di un 8 rovesciato.

La posizione accovacciata, perfetta per aiutare il proprio cucciolo a incanalarsi correttamente nella pelvi, può essere perfezionata già in gravidanza. 

Essenziale, infatti, è avere cura di mantenere le piante dei piedi salde al pavimento e le punte dritte.

Il pancione pesa troppo e si sente il bisogno di un appoggio? No problem!

Si può usare un mobile, uno sgabello, il materasso del letto dell’ospedale o chiedere l’aiuto del proprio compagno.

Non appena ci si sente pronte, è possibile staccare le mani, unire i palmi e, con i gomiti, spingere le ginocchia quasi a volerle allontanare di più.

Grazie a questa posizione per il parto, si possono apprezzare vantaggi notevoli riguardanti la distensione del bacino e del pavimento pelvico.

Passato qualche secondo, si possono riappoggiare tranquillamente le mani.

La posizione accovacciata ha una variante interessante: quella accovacciata sospesa.

Si può utilizzare come supporto una corda appesa al soffitto della sala parto.

I pro? La possibilità, grazie alla sospensione del bacino, di lavorare sull’allungamento della colonna e sulla distensione del perineo.

In caso di particolari anomalie di presentazione del cucciolo – per esempio l’asinclitismo – la sospensione del bacino aiuta a normalizzare la posizione del feto per il parto naturale.

Nei frangenti in cui si decide di partorire in casa, in assenza della corda è possibile sfruttare la posizione accovacciata sospesa facendosi sostenere dal futuro papà.

Doveroso è un cenno anche alla posizione seduta sullo sgabello olandese, supporto ergonomico specifico.

Quando la si chiama in causa, è importante rammentare il suo essere portentosa, al pari della posizione accovacciata e l’accovacciata sospesa, per aumentare l’apertura del bacino, così da rendere più facile, per il feto, il passaggio lungo la sua parte più stretta.

Posizioni libere e orizzontali

Passiamo ora a parlare delle posizioni per partorire libere e orizzontali. Ecco quali sono:

  • Posizione a carponi
  • posizione sul fianco sinistro

La posizione a carponi per partorire può rivelarsi una valida scelta in fase dilatante.

Da assumere facendo sempre attenzione ai movimenti del bacino, che devono essere liberi e presenti, può aiutare quando il dolore in zona lombare si accentua.

Per regalarsi qualche minuto di defaticamento, si può prendere la fitball e abbracciarla mantenendo le spalle in stato di relax.

Ci si può dondolare sia avanti e indietro, sia lateralmente, concentrandosi sul comfort che si apprezza grazie all’allungamento della colonna.

Cosa si può dire, invece, in merito alla posizione sul fianco?

Innanzitutto che la gamba sollevata può essere sostenuta sia dai gambali del lettino ginecologico, sia dal papà.

In secondo luogo, che è molto preziosa quando ci si riposa o, se lo si desidera, al principio della fase espulsiva.

Come già accennato, bisogna posizionarsi sul fianco sinistro, così da agevolare la circolazione ematica placentare e fare in modo che il cucciolo abbia qualche millimetro in più a disposizione da sfruttare per il passaggio.

In conclusione, mi preme sottolineare che, se ci si trova bene con quella assunta nella fase delle spinte, quando inizia a uscire la testa del cucciolo non è assolutamente obbligatorio modificare la posizione.

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