Progesterone in gravidanza: la guida dell’ostetrica

Progesterone in gravidanza: la guida dell'ostetrica

  1. INTRODUZIONE
  2. COSA È IL PROGESTERONE?
  3. L’IMPORTANZA DEL PROGESTERONE IN GRAVIDANZA
  4. A COSA SERVE IL PROGESTERONE IN GRAVIDANZA?
  5. EFFETTI COLLATERALI DEL PROGESTERONE IN GRAVIDANZA
  6. PERCHÉ SI PRESCRIVE IL PROGESTERONE IN GRAVIDANZA?
  7. TABELLA DEI VALORI DEL PROGESTERONE IN GRAVIDANZA

Introduzione

Il tema del progesterone in gravidanza desta spesso una grande curiosità tra le mamme in attesa.

Nulla di strano dato che questo ormone viene spesso chiamato in causa quando si parla dei cambiamenti che coinvolgono il corpo durante la gestazione.

Se vuoi scoprire cos’è, in quali casi si somministrano gli ovuli di progesterone in gravidanza e, in generale, a cosa serve l’ormone, continua a leggere i prossimi paragrafi dell’articolo.

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Cosa è il progesterone?

Ormone steroideo sintetizzato dall’organismo partendo dal colesterolo, il progesterone è importantissimo per la fertilità femminile e per la gravidanza.

Precursore di ormone degli ormoni androgeni e di quelli della corteccia surrenale, per la prima parte della gestazione è prodotto dal corpo luteo, la ghiandola temporanea costituita dai resti del follicolo ovarico che ha ormai rilasciato l’ovulo maturo.

Quando il corpo luteo regredisce, il progesterone in gravidanza viene prodotto dalla placenta.

Per scoprire la sua importanza durante la dolce attesa, seguimi nel prossimo paragrafo!

progesterone in gravidanza

L'importanza del progesterone in gravidanza

Il progesterone, come già accennato, è preziosissimo in gravidanza.

Suo è il compito, per esempio, di creare nell’utero un ambiente propizio all’impianto dell’embrione, alla buona adesione all’endometrio e alla successiva crescita, con il fisiologico passaggio a feto.

In questo processo di massima importanza sono coinvolti anche altri ormoni, ossia gli estrogeni.

A cosa serve il progesterone in gravidanza?

Una volta avvenuto il concepimento, spetta al progesterone rendere l’endometrio, ossia la mucosa che ricopre la parete uterina, adeguatamente ricettivo e pronto all’impianto dell’embrione.

L’ormone oggetto di queste righe aiuta anche a mantenere le pareti uterine sufficientemente morbide, così da garantire all’embrione in crescita il massimo della protezione e da prevenire l’insorgenza di contrazioni.

Con la gravidanza che, di settimana in settimana, va avanti, il trofoblasto e nelle fasi successive la placenta assolvono il sopra menzionato compito, provvedendo, di fatto, alla prevenzione di un parto prematuro.

Con l’approssimarsi del parto, i cambiamenti ormonali fisiologici nel corpo della donna in attesa portano a una riduzione del progesterone in gravidanza.

Tutto ciò, come appena accennato, fa parte di un quadro di fisiologia, di mutamenti ormonali essenziali sia per iniziare a preparare l’utero al percorso del travaglio, sia per favorire una maturazione ottimale dei polmoni del feto.

Effetti collaterali del progesterone in gravidanza

Il progesterone si è guadagnato l’appellativo di “ormone della quiescenza”. 

Come mai? Perché, man mano che i suoi livelli aumentano, si ha a che fare con un rallentamento di diverse funzioni dell’organismo materno.

A questa peculiarità sono legati diversi effetti collaterali, tra i quali è possibile citare l’efficienza intestinale che si riduce.

Tra gli altri effetti collaterali del progesterone in gravidanza è possibile citare l’insorgenza di bruciore a livello gastrico, ma anche i frequenti episodi di stanchezza e la pressione che si abbassa.

Non bisogna preoccuparsi in quanto, di settimana in settimana, questi effetti fastidiosi vengono controbilanciati dall’incremento dei livelli di estrogeno.

Perché si prescrive il progesterone in gravidanza?

Molte mamme che aspettano il primo figlio, quando si informano sul percorso della dolce attesa, mi chiedono come mai, in alcuni casi, viene prescritto il progesterone in gravidanza.

Sarà capitato anche a te, parlando con amiche o parenti incinte, di sentir loro parlare di supplementazione di progesterone in gravidanza, quasi sempre sotto forma di ovuli (dopo vedremo perché si sceglie spesso questa formulazione).

Sulla supplementazione di progesterone durante la gravidanza per affrontare le minacce d’aborto o prevenire il parto prematuro, la scienza dibatte vivacemente da anni.

Tra i vari studi effettuati è possibile citare questo lavoro scientifico pubblicato nel 2015.

Analizzando la situazione di 836 donne con alle spalle una storia clinica di aborti ricorrenti, ha concluso che, a fronte di una terapia con supplementazione di progesterone nel primo trimestre di gravidanza, non era aumentato significativamente il tasso di bambini nati vivi.

Chiarita questa premessa ricordo che, oggi come oggi, la comunità scientifica è orientata alla supplementazione di progesterone in gravidanza, se possibile sotto forma di ovulo o crema per prevenire gli effetti collaterali sistemici, nei seguenti casi:

 

  • Minaccia d’aborto in corso e storia clinica di poliabortività;
  • rischio di parto prima del termine in donne con una riduzione anomala della lunghezza del collo dell’utero e nessuna contrazione;
  • donne incinte che hanno già vissuto parti prematuri, rottura pretermine delle membrane e aborti spontanei nel secondo trimestre.

 

La terapia può avere una durata diversa a seconda delle indicazioni iniziali.

Nei casi in cui si ha a che fare con le minacce d’aborto, si tende a portarla avanti fino alla dodicesima settimana.

Dopo questo spartiacque, la placenta è considerata in grado di gestire in maniera autonoma la sintesi di progesterone.

Quando, invece, la paziente è una mamma con una storia di aborti ricorrenti o parti prematuri, si va dalla 16esima alla 36esima settimana.

progesterone in gravidanza

Tabella dei valori del progesterone in gravidanza

Quali sono i riferimenti ideali per quanto riguarda i valori del progesterone nel corso gravidanza

Ecco i range per i vari trimestri:

  • Primo trimestre: dai 10 ai 44 ng/ml;

  • secondo trimestre: dai 19,5 agli 82,5 ng/ml;

  • terzo trimestre: dai 65 ai 290 ng/ml.

Concludo rammentando che il monitoraggio dei livelli di progesterone può essere utile anche quando si progetta una gravidanza.

Essenziale è che la sintesi dell’ormone non sia eccessiva nel corso della fine della fase follicolare.

In questo periodo del ciclo, per favorire l’impianto è ottimale un range inferiore a 1,2 – 1,5 ng/ml.

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