Reflusso gastroesofageo del neonato

Video introduttivo esplicativo

Ho pensato di registrare un video in cui ti spiego personalmente tutte le informazioni che troverai leggendo i successivi paragrafi di questa pagina. Puoi guardare il video o, se preferisci leggere, scorri fino al prossimo paragrafo.

1. Cos’è il reflusso gastro esofageo

Il reflusso del neonato è una problematica comune a numerosissimi bambini nei primi mesi di vita (e non solo).
Da terminologia medica, il reflusso gastro-esofageo consiste nella risalita verso l’esofago del cibo presente nello stomaco.
Nel caso del neonato, essendo un lattante, il reflusso consiste nella risalita di latte dallo stomaco verso l’esofago e la bocca, con (o senza) vomito/rigurgito.

Molto spesso non viene data la giusta importanza a questa problematica motivando che la sua presenza è temporanea  e generalmente priva di conseguenze negative.
Tuttavia, molti neonati ne soffrono in maniera significativa tanto da fare ricorso a numerose visite pediatriche e/o gastroenterologiche in quanto il bambino piange costantemente perchè fortemente infastidito dalla problematica.

Purtroppo le terapie e i più conosciuti accorgimenti medici non ottengono sempre risultati soddisfacenti, costringendo il genitore e il bambino ad aspettare pazientemente che il reflusso ‘’passi da solo’’ nei mesi successivi.

Fortunatamente, l’osteopatia pediatrica è in grado di offrire un validissimo aiuto al neonato per migliorare il reflusso fino a risolverlo completamente.

2. Come migliorare (o risolvere) il reflusso del neonato con l’osteopatia

Come appena detto, un grande aiuto al bambino giunge dall’osteopatia pediatrica la quale, grazie a manipolazioni delicate e precise dello stomaco, del diaframma e delle regioni corporee ad esse correlate, risolve eventuali tensioni a livello muscolo-scheletrico e viscerale che possono rallentare il transito e favorire il reflusso del bambino.
In questo video puoi vedere una tecnica a livello del diaframma e dello stomaco che eseguo su un bambino di circa un mese di vita.

Nel video sottostante puoi trovare la testimonianza di Andrea e Silvia, genitori della piccola Camilla che si sono presentati in visita poiché soffriva di reflusso.
Per essere più precisi Camilla, bambina di 3 mesi, soffriva di reflusso che si manifestava con forte irritabilità e pianto durante e dopo ogni poppata; inoltre, rigurgitava almeno 1 volta dopo ogni poppata e presentava una digestione molto lunga.
Grazie ai trattamenti osteopatici e alle giuste raccomandazioni offerte ai genitori siamo riusciti a risolverlo completamente.

Nei prossimi paragrafi approfondiamo vari aspetti legati al reflusso del neonato.

3. Quali sono i sintomi per capire se il neonato ha reflusso

Il sintomo, o meglio, il segno oggettivo più significativo per capire se il bambino soffre di reflusso gastroesofageo è il rigurgito/vomito; questo segno oggettivo manifesta palesemente la risalita del contenuto dello stomaco (latte) attraverso l’esofago fino la bocca.

Gli episodi di rigurgito possono avvenire sia vicino ai pasti sia lontano da essi, e possono essere più o meno marcati.

Per mia esperienza personale, è sempre molto importante valutare se gli episodi di rigurgito sono associati a irritabilità o il bambino vomita senza quasi accorgersene.

Altri segni e sintomi per capire se il neonato soffre di ’’ reflusso’’ sono la difficoltà e la lentezza nel digerire il latte appena dopo la poppata, durante la suzione stessa o a distanza.

A causa di questa difficoltà digestiva il neonato presenta fastidio a livello gastrico che si manifesta in pianto, problemi di svuotamento gastrico, aria nello stomaco, difficoltà a fare ‘’il ruttino’’ e risalita di latte nell’esofago con o senza rigurgito.

Un altro sintomo che il bambino che soffre di reflusso può presentare è la tosse.

Inoltre, in presenza di difficoltà di svuotamente gastrico e reflusso, il bambino ha più facilmente il singhiozzo; esso si può manifestare sia subito dopo il pasto sia a distanza.
Riassumendo, i numerosi sintomi del reflusso gastroesofageo del neonato sono:

  • rigurgito/vomito vicino alla poppata o a distanza
  • pianto e irritabilità durante la poppata o successivamente
  • difficoltà digestive e di svuotamento gastrico
  • il genitore può avere la sensazione o accorgersi dal rumore che il latte appena mangiato sembra risalire
  • il bambino continua a digerire a distanza di ore dalla poppata
  • il bambino ha spesso il singhiozzo
  • il bambino ha frequentemente la tosse

4. Reflusso silente del neonato

Questa definizione è molto in voga tra i professionisti sanitari per definire un’irritabilità del neonato in concomitanza della poppata o subito dopo di essa ma in assenza di rigurgiti che giustifichino un reflusso gastroesofageo vero e proprio.

Tale irritabilità viene attribuita a delle difficoltà digestive e di svuotamento gastrico.

Non essendoci il segno oggettivo della risalita di latte nell’esofago e in bocca (assenza di rigurgiti), questa tipologia di reflusso viene definita ‘’reflusso silente’’.

Anche in questi casi il trattamento osteopatico offre un eccellente supporto al bambino nel miglioramento/risoluzione della problematica.

5. Terapie attuali per il reflusso

Fino a non molti anni fa, non si parlava tanto di reflusso gastro esofageo.
Si chiamavano semplici ‘’rigurgiti’’, si ritenevano fisiologici (anche se il neonato piangeva dal dolore) e si attendeva passassero da soli.
Negli ultimi anni è stata posta sempre più attenzione su questa problematica (e sul benessere del neonato in generale), motivo per cui è diventata una delle diagnosi più diffuse in età neonatale.
Di conseguenza, sentire parlare di terapie farmacologiche per il reflusso e di latti anti-reflusso è all’ordine del giorno.

Ma i risultati di queste ‘’nuove terapie e latti anti reflusso’’ quali sono?

Per la mia esperienza clinica nel trattare centinaia di neonati con ‘’reflusso’’ i risultati delle terapie attuali sono ancora insufficienti.

Questo perché si tende a fare solamente uso di farmaci o di latti anti-reflusso senza tenere conto di tanti parametri (che vedremo nei paragrafi sottostanti) che provocano il presentarsi di questa problematica.

La conseguenza è che, a volte, si finisce per usare numerosi farmaci e provare svariate tipologie di latte artificiale, senza risolvere il problema oppure ad utilizzarli quando si poteva risolverlo con terapie non farmacologiche (trattamenti manuali) e mantenendo un allattamento al seno.

Per questo motivo, è fondamentale associare sempre delle visite osteopatiche ad eventuali terapie prescritte dal pediatra o dal gastroenterologo.

Nota bene: l’osteopata non sostituisce le visite pediatriche o gastroenterologiche ( o le eventuali terapie farmacologiche) ma si affianca collaborativamente ad esse per garantire una visione a 360 gradi della problematica e offrire il miglior supporto possibile al paziente.

6. Cosa succede se i farmaci o il latte antireflusso non funzionano?

Prima di passare al paragrafo ‘’come risolvere il reflusso gastroesofageo del neonato’’ c’è un argomento che mi preme approfondire.
Se i risultati delle terapie farmacologiche sono inefficaci e i il bambino continua ad avere pianto e disturbi gastro-intestinali, si dice al genitore che il reflusso e l’irritabilità del bambino ‘’passeranno da sole’’ e che tra qualche mese il bambino dovrebbe stare meglio.

Spesso, la principale motivazione che si utilizza quando il neonato non risponde alle terapie farmacologiche è la fantomatica ‘’immaturità gastro-intestinale’’ e/o immaturità del cardias (valvola che dovrebbe impedire la risalita di latte dallo stomaco all’esofago).

Ma secondo voi, la sola immaturità gastro-intestinale può davvero creare così tanto dolore al bambino o ci sono altri fattori di cui non si tiene conto?

7. Come risolvere il "reflusso gastroesofageo del neonato"

Dopo esser giunti fin qui avrete ormai capito che l’approccio attuale a questa problematica è insufficiente e c’è bisogno di migliorare il supporto offerto al bambino e a i suoi genitori.
Per far sì che questo accada è necessario conoscere tutti i parametri che la medicina attuale non prende in considerazione ma che sono fondamentali nella prevenzione e nella risoluzione di questa problematica.

I fattori principali che causano reflusso, irritabilità e difficoltà digestive gastrointestinali sono molti, tra cui:

  • se il bambino è allattato al seno è fondamentale indagare e migliorare l’alimentazione materna
  • se il bambino è allattato artificialmente bisogna valutare come viene proposto il latte, la tipologia di biberon e tanto altro…
  • bisogna sempre valutare la mobilità del diaframma toracico (posto appena sopra lo stomaco) e di quello pelvico che svolgono un ruolo importante nello svuotamento gastrico e nella peristalsi intestinale; molto spesso ci sono delle forti limitazioni nei bambini che soffrono di reflusso causate da malposizioni intrauterine o da un parto difficoltoso;
  • la presenza di tensioni oggettivabili della muscolatura liscia gastrica che creano dolore al bambino; per accorgersene basta palpare l’addome del bambino in corrispondenza dello stomaco e valutare le tensioni viscerali e legamentose.
  • la presenza di eventuali tensioni della muscolatura liscia intestinale che potrebbe rallentare il transito e favorire il ristagno di latte nello stomaco con la conseguente risalita (è imprescindibile migliorare il transito intestinale per favorire lo svuotamento gastrico; il sistema gastro-intestinale è un tubo unico)
  • la presenza di contratture a livello del collo e della schiena che potrebbero dar fastidio al bambino e renderlo irritabile.
    Molti bambini con reflusso tendono ad inarcarsi posteriormente con la schiena, non è una il reflusso che costringe il neonato ad inarcarsi posteriormente ma sono le contratture alla schiena che, in concomitanza di dolore gastrico, si manifestano palesemente.
    la dimostrazione di quanto dico è che molto spesso questi bambini tendono ad inarcarsi anche durante la giornata o durante il sonno notturno, posizionandosi sul fianco o ruotando la testa lateralmente a 90 gradi; la conseguenza di questo posizionamento errato è la dolicocefalia posizionale.
  • la qualità di suzione del neonato al seno e la relativa capacità di deglutire efficacemente il latte ingerito senza ‘’ingozzarsi’’,
  • tanti altri parametri valutati in visita…

Sulla base dei riscontri avuti dall’anamnesi (domande poste al genitore) e alla valutazione obiettiva del bambino riguardo tutti i parametri sopra citati, si procede con dei trattamenti osteopatici delicati ed efficaci.

Grazie ai trattamenti osteopatici e alle giuste raccomandazioni offerte ai genitori, nell’arco di 3-4 trattamenti si riesce a migliorare il ‘’reflusso’’ fino a risolverlo completamente.

8. Le testimonianze dei genitori

Dopo aver visto la testimonianza di Andrea e Silvia che spiegano come l’osteopatia abbia risolto l’irritabilità e i rigurgiti della loro piccola Camilla, ecco la testimonianza di Alessia, mamma della piccola Ludovica.
Alessia si è presentata in visita quando Ludovica aveva un mese e mezzo.
A quell’età, Ludovica era allattata artificialmente a causa di problemi di suzione non risolti tempestivamente; il reflusso si manifestava con rigurgiti di almeno una volta dopo ogni poppata associati a forte irritabilità della bambina.
Oltre al reflusso, Ludovica presentava disturbi intestinali (coliche) e una brachicefalia posizionale.

In 3 trattamenti abbiamo risolto il reflusso e le coliche; nell’arco di 2 mesi abbiamo risolto anche la brachicefalia posizionale.

Ascolta la testimonianza di Alessia.

Sara Pappaianni

Il dott. Silva ha trattato con professionalità e delicatezza mio figlio, da 1 mese a 18 mesi. Il trattamento ha portato beneficio fin da subito (reflusso, coliche). Inoltre i consigli dispensati mi hanno permesso di accompagnare mio figlio al meglio nelle sue tappe evolutive.

Emanuela La Rocca

Il Dott. Silva è un grandissimo professionista. Accogliente ed empatico. La nostra esperienza super positiva con un neonato prematuro che aveva difficoltà nella suzione e un problema di reflusso. Tutto risolto grazie alle manipolazioni di Matteo… 

Roberta Rizzo

Osteopata molto professionale. Individua il problema (reflusso), e già dai primi trattamenti abbiamo trovato enormi miglioramenti. Consigliato.

9. Attenzione all'osteopata a cui vi rivolgete

Mi capita spesso di ricevere genitori che si erano già affidati i ad altri miei colleghi osteopati senza ottenere risultati.
Come dico sempre, non è l’osteopatia che non funziona, sono le competenze del professionista ad essere carenti.
La specializzazione in osteopatia pediatrica è difficile e richiede parecchia esperienza, quella in ambito neonatale lo è ancora di più.

Assicuratevi che l’osteopata cui vi rivolgete sia davvero competente per il benessere del vostro bambino (e per non sprecare soldi inutilmente).

10. Malattia da reflusso gastroesofageo

Prima di lasciare questa pagina è necessaria un’ultima precisazione.

In rari casi il reflusso risulta estremamente resistente e si associa a difficoltà gravi come perdita di peso, pianto inconsolabile, rifiuto del cibo, vomito a getto o con tracce di sangue.

In questi casi il reflusso potrebbe avere alla base delle condizioni patologiche che richiedono un approfondimento e un trattamento specifico.
Quando il reflusso è particolarmente persistente e non responsivo alle classiche terapie per infante, si tende a parlare di malattia da reflusso gastro-esofageo.

In ogni caso la diagnosi di reflusso (RGE) e di malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) è di competenza pediatrica e del medico gastroenterologo pediatrico.

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