Come Scegliere le Scarpe Primi Passi – Guida alla Scelta

Indice

  1. cosa sono le scarpe primi passi per bambino
  2. quando mettere le scarpe primi passi al bambino
  3. come scegliere le scarpe primi passi del bambino
  4. le migliori scarpe primi passi per bambino
  5. appoggio e arco plantare, dai primi passi al cammino autonomo

Quando il bambino inizia ad alzarsi in piedi e muovere i suoi primi passi, tutti i genitori si pongono le stesse fatidiche domande: 

1. Quando comprare le scarpe primi passi?

2. Quali caratteristiche devono avere le scarpe primi passi per il bambino?

3. Come scegliere le scarpe primi passi e quali caratteristiche devono avere

4. Quali sono le migliori scarpe primi passi per bambino?

Le risposte a queste domande sono fondamentali, la posta in gioco è lo Sviluppo Motorio e Posturale del tuo bimbo.

Le scarpe primi passi, infatti, rappresentano il tramite fondamentale tra il suolo, i piedini e la sua postura in fase di sviluppo.

Come diceva un illustre collega sullo sviluppo del bambino: ‘’ se la pianta piccola cresce storta, l’albero non sarà mai dritto’’.

1. Cosa sono le scarpe primi passi

Le scarpe primi passi sono quelle scarpine che usa il bambino nei mesi in cui sta imparando a camminare ( dai 9 ai 14 mesi di vita circa) e nei successivi 12 mesi circa.

Con il termine scarpe primi passi si intende una calzatura che ha particolari caratteristiche studiate apposta per la fisionomia del piede del bambino e il suo sviluppo.

Le scarpe primi passi sono così importanti perchè da quando il bambino si alza in piedi, i suoi piedi diventano le radici dell’albero, le fondamenta della sua postura.

Nelle vesti di osteopata neonatale e pediatrico, seguo migliaia di neonati dai loro primi giorni di vita fino al cammino autonomo (e oltre), aiutando i genitori a plasmare positivamente lo sviluppo motorio e posturale del proprio bambino.

E’ proprio grazie alla mia esperienza clinica che ho compreso la profonda esigenza del bambino di avere una scarpa adatta alla sua crescita, soprattutto nei primi anni di vita dove il bimbo plasma il suo modo di camminare e la postura.

Tra tutti i capi di abbigliamento che indossa, le scarpe primi passi sono forse il più importante.

Le scarpe primi passi devono essere scelte con cura (in base a specifiche caratteristiche ergonomiche) e utilizzate quando il bambino è davvero pronto a compiere i suoi primi passi.

2. Quando mettere le scarpe Primi passi al bambino

Dopo aver imparato a gattonare veloce come una Ferrari, il tuo bimbo si alza in piedi e si appresta a diventare un piccolo eroe che cammina, fiero ed orgoglioso del suo grande traguardo raggiunto.

Ecco perchè il periodo che va dai 9 ai 12 mesi di vita del bambino rappresenta forse il periodo di vita più intenso ed emozionante del primo anno, che viene molto spesso associato ai primi passi e alle prime parole del bambino.

Il percorso di sviluppo motorio che porterà il tuo bimbo ai primi passi, ha inizio 2-3 mesi prima del cammino autonomo.

Infatti, all’età di 8-10 mesi il tuo bimbo inizierà ad aggrapparsi al mobile del salotto o al divano e ad alzarsi in piedi.

Il suo primo vero e proprio appoggio plantare.

Una rivoluzione posturale e motoria vera e propria.

Un nuovo punto di contatto con il terreno (i piedi), una posizione eretta per la  colonna vertebrale, un nuovo baricentro, un nuovo punto di vista e una nuova coordinazione tutta da calibrare.

come togliere il pannolino

Giorno dopo giorno, il tuo bimbo imparerà a rimanere in piedi sempre più stabilmente e, dopo qualche settimana (di solito 3-4) inizierà a muoversi lateralmente.

Eccoci di fronte a quella che viene definita navigazione laterale, ossia primi passi laterali del bambino.

Inizialmente i primi passi laterali saranno lenti e insicuri ma, settimana dopo settimana, il tuo bimbo diventerà un piccolo gamberetto che si muove su tutti i mobili del soggiorno e aggrappato al divano.

A questo punto, il tuo bimbo inizierà a sentirsi sempre più sicuro nel cammino laterale, tanto da provare a staccare una mano dal mobile per passare da un appoggio all’altro (esempio: dal divano al pouf, o da una sedia all’all’altra).

Questo è il segnale che è pronto per provare a fare i suoi primi passi anteriori.

Nota bene: non vuol dire che è capace di camminare da solo ma che, come è accaduto per la navigazione laterale, dovrà imparare nelle prossime 4-6 settimane a camminare da solo e fare i suoi primi passi.

Nel video qui sopra e nel videocorso from zero to hero ti spiego come aiutare il tuo bimbo in queste sensibili ed importantissime fasi del suo sviluppo motorio.

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Ti consiglio di mettere le scarpe primi passi quando il tuo bimbo inizia ad alzarsi in piedi (e ci vuole rimanere) ma di utilizzarle SOLO quando sei fuori casa.

Per esempio, sei al parco o al ristorante e il tuo bimbo vuole mettersi in piedi aggrappandosi alla sedia, alla panchina o alle tue gambe.

NON ti consiglio di usare le scarpe primi passi quando sei in casa e NON ti consiglio di acquistarle prima che il tuo bimbo sia in grado di alzarsi autonomamente.

Ti consiglio di lasciare il tuo bimbo scalzo o solo con una calza antiscivolo adeguata.

Le scarpe primi passi saranno fondamentali quando il tuo bimbo imparerà a camminare e vorrà muoversi a proprio piacimento ovunque voi siate (fuori casa).

3. Come scegliere le scarpe primi passi del bambino

Nei paragrafi precedenti abbiamo compreso l’importanza di acquistare delle scarpe primi passi che siano studiate sull’anatomia del piede e siano propedeutiche al suo sviluppo motorio e posturale.

Ma quali sono le caratteristiche che devono avere le migliori scarpe primi passi per il bambino e come sceglierle?

Purtroppo, ti devo dire che la maggior parte delle scarpe primi passi in commercio sono basate più sul marketing che sulle reali esigenze del bambino.

Spesso le suole sono troppo spesse e rigide, il tacco è alto, la pianta stretta, la caviglia bloccata; di conseguenza anche i movimenti del bambino sono più goffi, inciampa più spesso e la sua postura è alterata.

Non procrastiniamo oltre ed elenchiamo le 15+1 caratteristiche fondamentali su cui basarti per scegliere le migliori scarpe primi passi.

1. Suola ampia e dalla forma anatomica

Il piede del bambino è paffutello e c’è ancora molto tessuto adiposo intorno a quello muscolare.

L’avampiede e le dita del bambino sono ampie; hanno bisogno di spazio per trovare il giusto equilibrio sia in fase statica che nella fase di spinta del piede.

Il mesopiede (quindi la parte centrale del piede) è ampio e la volta plantare non si è ancora creata; di conseguenza non aspettarti una forma della suola stretta e affusolata nella regione centrale come nelle scarpe degli adulti. (foto comparison).

Le scarpe primi passi devono avere quindi una suola ampia sia anterioremente (avampiede e dita) sia nella parte centrale (arco plantare) sia nella regione del tallone.

A costo di risultare meno belle da vedere ma funzionali, la suola delle scarpe primi passi deve essere ampia ed anatomica.

Altrimenti le dita e il piede del bambino verranno schiacciati, alterando la sua capacità di camminare correttamente e sviluppare una postura adeguata.

2.  Suola flessibile

la suola rappresenta uno degli elementi fondamentali nella scelta delle scarpe primi passi.

Se nelle scarpe da adulto la suola può essere più o meno rigida, per le scarpe primi passi non ci sono dubbi: la suola deve essere estremamente flessibile.

Il motivo scientifico è semplice.

Il piede del bambino (ma anche dell’adulto) si flette e si contrae durante il cammino, sia in fase di appoggio (nella quale la flessibilità del piede svolge un’importante funzione di shock absolver) sia nella fase di spinta (nella quale la flessibilità del piede spinge la gamba in avanti per proseguire nel cammino o nella corsa).

Se la suola risulta troppo rigida (a causa del materiale o dello spessore) il piede non è libero di muoversi e il bambino camminerà come avesse due ciaspole ai piedi.

Mi capita spesso nello studio di vedere bambini con suole rigide camminare come una paperotta in difficoltà; evitiamolo.

3. Suola sottile per una maggiore sensibilità e libertà di movimento

sulla scia del paragrafo precedente in cui abbiamo sottolineato l’importanza di una suola flessibile per il movimento libero del piede del bambino, aggiungiamo un’altra sua fondamentale caratteristica.

La suola delle scarpe primi passi deve essere sottile, oltre che flessibile.

La suola deve essere sufficientemente sottile da permettere la giusta flessibilità, una propriocezione completa al piede del bambino e un equilibrio ottimale.

Mi spiego meglio.

Se la suola fosse troppo spessa, il piede del bambino sarebbe rialzato dal terreno e avrebbe meno consapevolezza e meno equilibrio, proprio in un periodo in cui ne ha bisogno maggiormente.

mettiti nei panni del tuo bimbo; immagina di dover uscire di casa con le zeppole o delle scarpe con la suola alta. Il bambino corre e gioca. Immagina se tu dovessi correre con le zeppole o con delle scarpe con la suola alta.

La suola delle scarpe primi passi deve essere tanto sottile da non far quasi sentire al bambino la differenza tra avere le scarpe e non averle; ovviamente, mantenendo sempre il giusto spessore per proteggere il piedino da eventuali sassolini che possono far male al bambino.

4. Altezza della suola laterale

Terza caratteristica da controllare nelle suole delle scarpe primi passi.

La suola del bambino non deve avere bordi laterali rialzati.

Cosa intendo? La gomma della suola non deve risalire lateralmente come nelle Converse.

Quando questo accade, la suola perde di elasticità e flessibilità.

Non mi piace.

5. Grip e stabilità

E’ molto utile che la suola del bambino non sia completamente piatta ma che abbia delle scanalature studiate apposta per facilitare il grip e la stabilità del bambino durante il cammino, la corsa e il gioco.

Potrebbe sembrare superficiale ma un fondo della suola adeguato aumenta molto la stabilità e la sicurezza del bambino.

6. Suola neutra con appoggio fisiologico naturale (no tacco rialzato)

Ultima caratteristica riguardo la suola ma assolutamente non per importanza.

La suola deve rappresentare una delicata protezione al piede, un guanto leggero e flessibile che non altera la percezione del bambino e il suo equilibrio.

Ecco perchè le scarpe primi passi che hanno una suola spessa e una tacco rialzato (come fossero sneaker da adulto) non vanno per nulla bene.

Il bambino che usa delle scarpe con la parte posteriore rialzata, si ritrova sbilanciato anteriormente nel periodo più sensibile per il suo sviluppo posturale.

La suola deve essere neutra, ossia piatta per garantire un appoggio plantare naturale del bambino durante i suoi primi passi.

7.  Suola interna e Soletta senza rialzo (NO supporto artificiale per l’arco plantare)

L’appoggio plantare del bambino deve essere naturale, la scarpa del bambino non deve alterare la percezione del bambino e la posizione fisiologica del piede.

Ecco perchè la suola interna e la soletta delle scarpe primi passi non devono avere la volta plantare in rialzo.

Le scarpe primi passi non sono le scarpe degli adulti, non pensare che una volta plantare rialzata supporti lo sviluppo dell’arco plantare.

Non è assolutamente così, anzi.

L’arco plantare si sviluppa nei primi 3-5 anni di vita grazie al movimento libero e alla continua trazione dei muscoli del polpaccio e della volta plantare.

Mettere un rialzo artificiale nella soletta delle scarpe primi passi sposta lateralmente l’equilibrio del bambino e altera la sua postura.

Ho visto parecchi bambini a 15-18 mesi che, dopo aver usato per 4-6 mesi delle scarpe primi passi con una soletta con la volta plantare accentuata, camminavano sulla parte laterale del piede.

Presta attenzione, anche le più conosciute e rinomate marche di scarpe hanno questo grande problema.

Prima di acquistarle, controlla visivamente la soletta e toccala con le dita; assicurati che la suola interna sia neutra.

8. Soletta interna estraibile: 

un bambino gioca e corre dappertutto; le scarpe si possono bagnare e sporcare.
Avere una soletta estraibile, antiacaro e antibatterica è importante.
Potrai lavarla quando desideri e tenere le scarpe sempre pulite e profumate.

9. Soletta interna con funzione shock absolver

Un’altra caratteristica importante della soletta è la capacità di assorbire l’urto del tallone e del piede in generale durante la fase di appoggio.

Inoltre, una suola morbida rende le scarpe il più confortevole possibile per il bambino che, soprattutto nei primi mesi del cammino autonomo, potrebbe faticare a mettere le scarpe (preferisce stare a piedi nudi)

10. Soletta interna traspirante

una soletta estraibili è facile da lavare quando il bambino suda molto; allo stesso tempo, la traspirabilità della soletta stessa è importante per garantire una corretta areazione al piede durante il gioco e le attività motorie.

11. La Tomaia (parte in pelle della scarpa) deve avere un collo alto

Fino ai 20 mesi circa, i bambini hanno un piede più paffutello, ampio e un collo del piede alto.

Oltre alla suola ampia, è importante che le scarpe primi passi abbiano una tomaia (tessuto o pelle) ampia e spaziosa, che non stringa il collo del piede e che, grazie agli strappi, sia facilmente regolabile.

12. Strappi regolabili

Il bambino non è capace a 1 anno di mettersi le scarpe e di chiuderle adeguatamente; gli strappi sono comodi e funzionali per i genitori.

dopo i 18-20 mesi di vita, gli strappi aiutano il bambino a raggiungere una sua piccola autonomia, imparando ad aprire e chiudere le scarpe da solo.

13. La Tomaia deve avere linee anatomiche studiate su misura per lasciare tallone e caviglia liberi (senza rinforzi rigidi)

questo è uno dei punti più importanti di tutti.

Partiamo col dire che le vecchie raccomandazioni mediche suggerivano di comprare delle scarpe primi passi con un supporto laterale del tallone e della caviglia.

Questo perchè si pensava che per aiutare il bambino a imparare a camminare e per evitare distorsioni alle caviglie, servissero dei rinforzi su tutto il tallone e la caviglia stessa.

Nulla di più falso; riflettiamoci insieme.

si consiglia sempre di lasciare il bambino a piedi nudi e poi, quando mette le scarpe, dobbiamo proteggere la caviglia e il tallone con dei rinforzi rigidi?

E’ un totale controsenso; e ti dirò di più.

E’ un danno importante allo sviluppo posturale del bambino e ti spiego il motivo.

La caviglia (insieme al ginocchio e all’anca) è una delle articolazioni più importanti degli arti inferiori; la caviglia permette un movimento ampio del piede durante la fase di appoggio e durante la fase di spinta.

Quando ”proteggiamo” la caviglia e il retropiede con dei supporti rigidi e avvolgenti, limitiamo nettamente sia il movimento di flesso-estensione della caviglia sia quello di prono-supinazione.

Di conseguenza, è come avere la caviglia su una rotaia rigida e bloccata.

Mettiti nei panni del bambino…impareresti a camminare meglio se ti fasciassero la caviglia e te la immobilizzassero? sarebbe un ausilio al cammino o un impedimento?

Ti faccio un altro esempio pratico.

La caviglia, insieme al ginocchio e all’anca è un’articolazione fondamentale per la postura e ha un movimento ampio.

Se al posto della caviglia, mettessimo un tutore rigido al ginocchio che ne limita i movimenti…il cammino del bambino sarebbe facilitato o impedito?

La risposta è ovvia.

Ci tengo moltissimo a spiegarti esaustivamente questa caratteristica delle scarpe primi passi.

Per garantire un movimento libero del piede e della caviglia assicurati che le scarpe primi passi non abbiano rinforzi di gomma rigida sul tallone o sulla caviglia; al tempo stesso assicurati che la tomaia non sia più alta della caviglia stessa.

La linea delle scarpe deve passare sotto i malleoli della caviglia per permettere il suo movimento libero; se la tomaia copre la caviglia (in tanti negozi di scarpe dicono ”per proteggerla”) non va per nulla bene.

Una scarpa troppo alta sulla caviglia ne limita il movimento e altera la postura del bambino.

14. Materiali di qualità e resistenti

Caratteristica tanto importante quanto scontata.

Le scarpe primi passi hanno costi molto differenti le une dalle altre ma quando si scelgono materiali di qualità, spesso il costo è più alto.

Assicurati che i materiali utilizzati siano durevoli e resistenti (il bambino ne combina di cotte e di crude).

15. Libertà per il tendine d’Achille

Per la stessa ragione per cui è importante lasciare libera la caviglia, è fondamentale lasciare libero il passaggio del tendine d’achille posteriormente.

Una scarpa con la tomaia troppo alta limita la caviglia e sfrega il tendine d’achille, che potrebbe irritarsi e dare fastidio al bambino.

Una linea anatomica studiata su misura per il bambino è molto importante per la tomaia delle scarpe primi passi.

 16. Made in italy

in un mondo in cui il made in Italy per le scarpe primi passi sembra quasi utopia a causa dei suoi prezzi altissimi, avere una scarpa primi passi che sia ecologicamente sostenibile (non arrivi dalla parte opposta del mondo) e che sia completamente fatta da artigiani italiani è un grande motivo di vanto.

Sosteniamo gli artigiani italiani, le aziende italiane e usiamo materiali di qualità; tutto made in Italy

4. Le migliori scarpe primi passi per bambino

Sulla base delle caratteristiche e degli approfondimenti fatti finora, ecco le due migliori scarpe primi passi per bambino.

Ti lascio il link Amazon da cui acquistarle facilmente:

1. Bobux Step Up Grass Court

2. Primigi PNX – For Change

5. Appoggio plantare e Arco plantare, dai primi passi al cammino autonomo

Il corretto sviluppo motorio dovrebbe far sì che, all’età di 8-11 mesi di vita e dopo aver imparato a gattonare, il bambino si alzi in piedi per la prima volta.

Seppur sia questa l’età in cui il bambino sviluppa il suo primo appoggio plantare, lo sviluppo della postura e degli arti inferiori ha inizio molto prima degli 8-11 mesi.

Lo sviluppo dell’appoggio plantare e dell’arco plantare ha inizio durante la gravidanza.

Infatti, la stretta posizione intrauterina può creare delle posizioni viziate delle gambe, delle ginocchia (intraruotate) e dei piedini del neonato (piede torto posizionale) che potrebbero già essere visibili alla nascita.

In questi casi è fondamentale andare a risolvere le contratture muscolari e le rigidità articolari che si sono create durante il periodo intrauterino e far sì che, durante la crescita, il piede del bambino si possa sviluppare al meglio.

Lo sviluppo dell’appoggio plantare e dell’arco plantare sarà la risultante della meccanica (eventuali rigidità articolari o contratture muscolari) e delle attività motorie (sviluppo motorio) cui sarà stimolato il piede durante la crescita.

Dando per scontato che i piedini del neonato siano perfetti alla nascita, che non abbiano nè dita sovrapposte nè posizioni viziate (o che queste vegano tempestivamente risolte), lo sviluppo dell’appoggio plantare prosegue lentamente nei primi mesi di vita.

In questo periodo il piede non è particolarmente stimolato, il neonato è poco consapevole dei suoi piedini e li muove spesso involontariamente.

Gradualmente però, mese dopo mese, il neonato raggiunge tappe motorie importanti, impara a rotolare, ruotare su sè stesso e strisciare.

In questi mesi la muscolatura delle gambe inizia ad essere attivata sempre di più, anche se il piede stesso è ancora poco interessato nel movimento e non appoggia pienamente a terra.

Ben presto, però, dopo aver strisciato il bambino imparerà a gattonare e ad alzarsi in piedi.

Ecco quindi il primo vero e proprio appoggio plantare e posizione eretta di tuo figlio.

In questo momento il piede diventa il tramite tra la postura del bambino e il terreno; l’ago della bilancia nel suo baricentro.

Consentire al bambino di avere un appoggio plantare libero e una piena propriocettività (consapevolezza e sensazioni derivanti dalla posizione del piede) è fondamentale per il suo sviluppo posturale.

E’ proprio dalla qualità di appoggio plantare e dalla stabilità sicura che il bambino inizierà a sviluppare le successive competenze motorie che lo porteranno a camminare autonomamente.

Ecco perchè quando sei in casa NON utilizzare le scarpe primi passi, lascia il tuo bimbo a piedi nudi o con una calza antiscivolo adeguata.

Il bambino deve sentire come il piede si posiziona a terra, deve avere grip e non deve scivolare.

La pianta del piede inizia ad inviare al cervello migliaia di informazioni per trovare il baricentro del corpo e costruire gradualmente una postura ottimale.

Nel periodo in cui il bambino si alza in piedi per le prima volta e inizia a muovere i suoi primi passi, il piede è piatto.

Mi spiego meglio.

Il piede del bambino è ancora paffutello, ha una pianta molto ampia, un collo del piede alto e una volta plantare (arco plantare) poco accentuata.

Il piede del bambino a 1 anno di vita sembra piatto e, spesso, leggeremente pronato (la caviglia e il tallone possono cadere leggermente verso l’interno).

Ma non preoccuparti, questo atteggiamento posturale è fisiologico e normale nella stragrande maggioranza dei casi.

Lo sviluppo dell’arco plantare è un percorso che inizia quando il bambino si alza in piedi e che dura per i primi 4-5 anni di vita.

Ti spiego come si crea l’arco plantare del tuo bimbo.

La muscolatura della fascia plantare e quella del polpaccio lavorano in sincronia; si attivano quando il piede è nella fase di spinta.

Attivandosi, i muscoli della fascia plantare e quelli del polpaccio stabilizzano il piede a terra e, durante il cammino, muovono le articolazioni del piede e della caviglia (in flesso-estensione).

Sarà proprio l’attivazione continua e ripetuta di questi muscoli (soprattutto del muscolo tibiale posteriore) che giorno dopo giorno, anno dopo anno, farà sì che la volta plantare si alzi e, di conseguenza, si crei l’arco plantare.

Riassumendo, lo sviluppo dell’appoggio e dell’arco plantare del tuo bimbo derivano principalmente da 2 aspetti: dalla qualità di sviluppo motorio del tuo bimbo (dalla nascita al gattonamento, e dai primi passi di vita in poi) e dalla funzionalità dei muscoli e delle articolazioni del suo corpo (ci sono contratture o rigidità articolari che compromettono lo sviluppo posturale?).

Nota bene: nei primi anni di vita ci saranno bambini che hanno un arco plantare accentuato e bambini che lo avranno meno pronunciato.

Non valutare la qualità del suo appoggio plantare, del suo piede e della sua postura solo dall’aspetto visivo del piede.

Una valutazione corretta del piede deve prendere in considerazione soprattutto la funzionalità del piede.

Per valutare la funzione del piede bisogna valutare la muscolatura del piede, del polpaccio e della gambe; bisogna valutare la mobilità delle articolazioni del piede, della caviglia, arti inferiori e della postura in generale.

Se non ci sono contratture muscolari, le articolazioni sono libere, il bambino ha ottime competenze motorie, una postura adeguata e non soffre di alcun dolore, significa che il tuo bimbo sta crescendo perfettamente.

La vecchia  concezione medica che un piede visivamente pronato (piatto) porti certamente a danni posturali e dolori fisici, è FALSA e SUPERATA!

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