Tracciato in gravidanza: tutto quello che devi sapere

Tracciato in gravidanza: tutto quello che devi sapere

  1. INTRODUZIONE
  2. TRACCIATO IN GRAVIDANZA: COS’È E A COSA SERVE
  3. QUANDO DURA IL TRACCIATO CARDIOTOGRAFICO IN GRAVIDANZA?
  4. TRACCIATO GRAVIDANZA CONTRAZIONI: COSA SI VEDE?
  5. TRACCIATO CTG GRAVIDANZA: COSA SAPERE SUI VALORI DEL BATTITO CARDIACO
  6. TRACCIATO CHE NON VA BENE: LA CLASSIFICAZIONE
  7. TRACCIATO DURANTE IL TRAVAGLIO: È SEMPRE INDICATO?

Introduzione

Quella del tracciato in gravidanza è un’immagine che tutte le donne hanno in mente.

Le mamme in attesa del primo figlio, comprensibilmente, hanno diverse domande su questa procedura. 

Se stai leggendo queste righe, vuol dire che ti trovi nella situazione appena descritta.

Proprio per aiutarti a chiarire i dubbi, ho creato l’articolo nelle prossime righe, dove potrai scoprire tutte le informazioni sul tracciato in gravidanza: cos’è, come viene eseguito, a cosa serve farlo (e molto altro).

Si tratta di contenuti che potranno essere integrati con quelli del videocorso preparto “Nascere e Rinascere Madre”, da me curato personalmente.

Per iniziare, invece, a documentarti su come seguire il tuo cucciolo nel suo sviluppo motorio, puoi dare un’occhiata alle tips del profilo Instagram @drsilva.com_official.

Tracciato in gravidanza: cos’è e a cosa serve

Il tracciato in gravidanza è un esame privo di invasività.

Noto anche con il nome di cardiotocografia, può essere effettuato sia quando la mamma è ancora in attesa, sia durante il travaglio.

Viene effettuato con l’aiuto di due sondetre se la gravidanza è gemellare – tenute ferme sull’addome materno da fasce elastiche ad hoc

Eseguito dal personale ostetrico e convalidato dal ginecologo, si può fare sia in ambulatorio, sia in ospedale, con la mamma che viene fatta sdraiare su un lettino o su una poltrona reclinabile.

A cosa serve il tracciato in gravidanza?

Il suo scopo è la registrazione dei seguenti dati:

  • Battito cardiaco del feto in utero;
  • presenza e intensità dell’attività contrattile dell’utero.


Di norma, si esegue a gravidanza a termine.

Nei casi in cui ci sono le indicazioni per un monitoraggio del benessere del feto o quando si rischia il parto pretermine, si può iniziare a farlo anche attorno alle 27 – 28 settimane.

tracciato in gravidanza

Quanto dura il tracciato cardiotocografico in gravidanza?

Il tracciato cardiotocografico in gravidanza, quando tutto è nella norma, dura dai 20 ai 40 minuti.

I tempi possono dilatarsi perché, nel corso del tracciato, è essenziale rilevare la reattività del feto.

Durante il sonno – le cui fasi REM durano circa 40 minuti – è fisiologicamente impossibile riuscirci.

Nei casi in cui, con il feto sveglio, non si dovesse rilevare la reattività del cucciolo, lo si può stimolare con sollecitazioni manuali o vibroacustiche.

Tracciato gravidanza contrazioni: cosa si vede?

Con il tracciato in gravidanza è possibile, ribadisco, monitorare presenza, numero e livello di intensità delle contrazioni dell’utero.

I riferimenti di questo parametro vengono presentati su un foglio di carta che, a sua volta, esce dal macchinario al quale sono collegate le sonde.

L’output è caratterizzato dalla presenza di due linee: la prima riguarda la frequenza cardiaca del feto, la seconda, invece, le contrazioni.

Se non sono presenti, la linea è piatta.

Quando, invece, vengono rilevate, ha dei picchi e aumenta con l’intensità delle contrazioni stesse (il massimo corrisponde al 100).

tracciato in gravidanza

Tracciato CTG gravidanza: cosa sapere sui valori del battito cardiaco

Quando si parla di tracciato in gravidanza e, nello specifico, di frequenza cardiaca del feto, si parla di range normale nei casi in cui la linea base è compresa tra i 120 e i 160 bpm.

Il cuore del cucciolo nella pancia della mamma, ricordo, batte più forte rispetto a quello di una persona adulta. 

Il battito è costante solo quando il feto dorme.

Tracciato che non va bene: la classificazione

Parlare del tracciato in gravidanza che non va bene vuol dire chiamare in causa una vera e propria classificazione elaborata dagli esperti dell’American College Obstetrics and Gynaecologists. Ecco i dettagli in merito:

  • Tracciato cardiotocografico indeterminato: in questo caso, si rilevano meno di 100 battiti al minuto, decelerazioni e variazioni non regolari della frequenza cardiaca;
  • tracciato anomalo: il quadro si contraddistingue per bradicardia costante, nessuna variabilità e assenza di accelerazioni anche a seguito di stimolazioni specifiche. In tali circostanze, è a rischio la vita del feto ed è indicato procedere immediatamente all’induzione del parto.

Tracciato durante il travaglio: è sempre indicato?

Il tracciato cardiotocografico si può effettuare anche in corso di travaglio, ma non sempre.

Come ricordo in questo video, in caso di gravidanza e travaglio fisiologici il tracciato in continua – CTG continuo – non è indicato. I motivi sono i seguenti:

 

  • È scomodo e costringe al mantenimento della posizione supina (qui spiego perché è da evitare durante il travaglio);
  • sposta l’attenzione dalla percezione corporea della mamma, con un rischio di aumento del tasso di parti operativi.

 

Se il quadro è fisiologico, l’ostetrica, durante il travaglio, si occupa di auscultare il battito a intermittenza.

L’esecuzione del tracciato in continua è invece raccomandata nelle situazioni in cui sussiste un rischio di morte perinatale, danno cerebrale o encefalopatia del feto.

Oggi come oggi, le più importanti società scientifiche internazionali concordano sul fatto che, in corso di travaglio fisiologico di gravidanza a termine con basso rischio, il tracciato cardiotocografico non porta effettivi benefici.

Il motivo è legato al suo fornire soltanto la “fotografia” di un momento limitato a livello temporale.

Il tracciato cardiotocografico durante il travaglio non è uno strumento di prevenzione di eventi avversi acuti e che insorgono improvvisamente

tracciato in gravidanza

Altri articoli dal blog