Vasospasmo al seno: cause, sintomi, cura

Vasospasmo al seno: cause, sintomi, cura

  1. INTRODUZIONE
  2. VASOSPASMO AL SENO: DI COSA SI PARLA?
  3. COME RICONOSCERE IL VASOSPASMO IN ALLATTAMENTO?
  4. PER QUANTO TEMPO DURA IL DOLORE IN CASO DI VASOSPASMO AL SENO?
  5. VASOSPASMO AL SENO: PRINCIPALI CAUSE E FATTORI DI RISCHIO
  6. COME SI CURA IL VASOSPASMO AL SENO
  7. CONSIGLI PER UN ATTACCO PROFONDO

Introduzione

Le problematiche che possono insorgere in allattamento sono diverse.

Una di queste è il vasospasmo al seno.

Si tratta di una situazione fastidiosa e, molto spesso, difficile da riconoscere da parte dei professionisti che si occupano di accompagnare la neo mamma durante il viaggio dell’allattamento.

Proprio per questo, ho scelto di dedicare all’argomento un intero articolo.

Per ulteriori dritte su come vivere un allattamento sereno, ti invito a scoprire il videocorso dedicato “Al Profumo di Latte”, che ho pensato e curato per te e puoi trovare cliccando sul pulsante alla fine del paragrafo.

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Vasospasmo al seno: di cosa si parla?

Evenienza che può non essere semplice da riconoscere, il vasospasmo al seno altro non è che un’eccessiva compressione dei vasi ematici superficiali che hanno il compito di irrorare la zona del capezzolo.

A essere limitato è quindi il flusso di sangue nell’area sopra menzionata. 

vasospasmo al seno

Come riconoscere il vasospasmo in allattamento?

Il dolore intenso che colpisce i capezzoli è forse il principale segnale che permette di riconoscere il vasospasmo al seno.

Descrivibile come un forte bruciore, questa sensazione si trasforma e, nel momento in cui riprende la fisiologica circolazione ematica, assomiglia a quella che si sente quando un arto è “addormentato”.

Il dolore si manifesta soprattutto quando il neonato si stacca.

Il cambio di temperatura che si verifica in questi frangenti peggiora le cose. 

Può essere accompagnato da un mutamento cromatico del capezzolo, che assume un colore simile al bianco.

Una volta che la circolazione del sangue torna alla normalità, è possibile apprezzare un ulteriore cambio di colore, con il capezzolo che diventa rosso/viola.

Per quanto tempo dura il dolore in caso di vasospasmo al seno?

Estremamente fastidioso e urente, il dolore da vasospasmo al seno può andare avanti anche per diverse ore dopo la conclusione della poppata.

Vasospasmo al seno: principali cause e fattori di rischio

Situazione che riguarda il 20% circa delle neo mamme, il vasospasmo al seno è causato da un trauma a carico dovuto a un attacco scorretto del neonato.

Il rischio di avere a che fare con la problematica aumenta nelle mamme che soffrono di sindrome di Raynaud, un’alterazione della circolazione che riguarda le zone periferiche del corpo.

Un altro fattore di rischio è l’utilizzo di antifungini ad applicazione locale, prescritti in caso di candida al seno.

Come si cura il vasospasmo al seno

Il vasospasmo al seno si risolve lavorando su diversi fronti.

Da un lato, è opportuno scegliere un luogo per la poppata con una temperatura non troppo fredda e applicare calore localizzato sul seno dopo aver staccato il cucciolo.

Il focus sulla qualità dell’attacco, che dovrebbe essere il più profondo possibile, è essenziale.

Lo si può portare avanti rivolgendosi sia all’ostetrica di fiducia, sia all’osteopata che, come si può vedere dal video qui sotto, interviene risolvendo piccole contratture a livello della bocca, migliorando la qualità della suzione.

Un consiglio utile prevede il fatto di ridurre l’apporto di caffeina.

Come ricordano gli studiosi dell’Australian Breastfeeding Association, esagerare con la sua assunzione può peggiorare la situazione.

Quando i rimedi appena menzionati non funzionano, si può ricorrere, previa prescrizione medica, alla nifedipina, farmaco che rilassa i vasi sanguigni. 

Consigli per un attacco profondo

Agire contro il vasospasmo al seno vuol dire, come già accennato, migliorare la qualità dell’attacco al seno e favorire quello profondo.

Tra le posizioni che puoi provare c’è quella del biological nurturing. 

Come spiego in questo video – la parte che ti interessa è quella che va da 6:17 a 10:39 – il neonato è seduto sulle gambe della mamma.

Essenziale da parte materna è fare attenzione che il seno non sfugga di mano

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