Gravidanza a rischio: sintomi, cause, diritti sul lavoro

Gravidanza a rischio: sintomi, cause, diritti sul lavoro

Introduzione

Oggi ti parlerò del complesso e ampio tema della gravidanza a rischio, con lo scopo di chiarire dubbi e di aiutarti a vivere un’attesa serena.

Per un percorso ancora più completo in vista del giorno della nascita, ti invito a scoprire il mio videocorso preparto multidisciplinare, accessibile tramite il pulsante in fondo al paragrafo.

Se vuoi iniziare già a familiarizzare con consigli sulla gestione dello sviluppo motorio del tuo bambino e relativi a numerosi altri aspetti della sua crescita, puoi dare un’occhiata sul profilo Instagram @drsilva.com_official

Gravidanza a rischio: di cosa si tratta?

Dicesi gravidanza a rischio la gestazione in cui, per motivi preesistenti o per fattori insorti durante l’attesa, mamma e feto sono a rischio di avere a che fare con complicanze anche serie, che possono palesarsi pure dopo il parto.

Gravidanza a rischio

Principali cause

Quando si parla di cause della gravidanza a rischio, è necessario considerare diverse tipologie di cause. Ecco quali:

 

  • Fattori già esistenti prima della gestazione
  • Età
  • Stili di vita
  • Condizioni legate allo stato di gravidanza

 

Vediamole assieme nelle prossime righe, con tutte le specifiche relative alle patologie per le quali viene formulata la diagnosi di gravidanza a rischio.

Pressione alta

La pressione alta in gravidanza è una condizione pericolosa sia per la madre, sia per il feto. Nel momento in cui si associa a un quadro di eccesso di proteine nelle urine – proteinuria – si ha a che fare con i sintomi della preeclampsia (o gestosi).

La presenza di questa condizione può portare alla scelta di far partorire la donna prima del termine della gestazione.

Diagnosticabile dopo la ventesima settimana di gravidanza, può causare, se trascurata, ritardi di crescita nel nascituro, evenienze frutto, a loro volta, di problematiche funzionali a carico della placenta.

gravidanza a rischio

Diabete

La gravidanza è a rischio sia quando la mamma ha il diabete di tipo 1, sia quando, invece, già prima della dolce attesa è consapevole di essere affetta da diabete di tipo 2.

In entrambi i casi, la dietoterapia per il controllo della glicemia è essenziale.

Cruciale è pure la prevenzione dell’insorgenza di diabete gestazionale, altra condizione che permette di parlare di gravidanza a rischio.

In questo caso, bisogna partire avendo presente il fatto che la gravidanza è un evento diabetogeno, in quanto i cambiamenti ormonali tipici dell’attesa possono compromettere la sensibilità delle cellule all’insulina.

gravidanza a rischio

Malattie autoimmuni

Le malattie autoimmuni possono causare l’insorgenza di diverse complicanze in gravidanza e nel corso del parto.

Nel caso, per esempio, del lupus eritematoso sistemico si ha a che fare, come ricorda questa meta-analisi, a un rischio aumentato di parto pretermine.

Problemi alla tiroide

Anche le problematiche alla tiroide fanno parte delle cause di gravidanza a rischio.

Sia il deficit, sia l’attività eccessiva della ghiandola impattano su aspetti di grande importanza per la salute, dalla frequenza cardiaca alla pressione arteriosa.

Le possibili ripercussioni per il feto vanno dal basso peso alla nascita, alle malformazioni congenite, fino ai quadri di insufficienza cardiaca.

gravidanza a rischio

Obesità

Con l’obesità in gravidanza, si apre il rischio di avere a che fare con la diagnosi di diabete di tipo 2. 

La probabilità è più alta nei casi in cui la mamma presenta accumuli adiposi consistenti localizzati a livello dell’addome (obesità ginoide).

Quando si presenta la diagnosi è possibile che, in assenza di adeguata compensazione, il diabete rimanga anche dopo il parto.

L’impatto sulla salute del neonato è invece legato al rischio di crescita eccessiva – macrosomia – evenienza che espone a una maggior probabilità di parto operativo e di taglio cesareo.

HIV

Anche in caso di madre positiva all’HIV – virus dell’immunodeficienza umana – si può parlare di gravidanza a rischio.

La presenza del virus nell’organismo ha impatti negativi sull’efficienza delle cellule del sistema immunitario, che non proteggono il corpo in maniera adeguata da infezioni e da diverse tipologie di neoplasie.

La donna gravida positiva – se si è consapevoli di essere a rischio, è fondamentale sottoporsi rapidamente ai test di screening – deve essere seguita in maniera specifica.

Davanti a quadri di carica virale bassa, se sono presenti le giuste indicazioni è possibile il parto vaginale.

gravidanza a rischio

Età

Le gravidanze dopo i 35 anni sono statisticamente associate a un rischio più alto di complicanze in corso di travaglio, di taglio cesareo e di nascita di neonati affetti da trisomie.

Consumo di alcol e tabagismo

Sì, fin dalla quarta settimana di gravidanza puoi fare sport. 

Anzi, dedicarti all’attività fisica è fondamentale, in quanto permette di prevenire sovrappeso e obesità, evenienze che aprono le porte a rischi come il parto distocico, il parto pretermine e, per la mamma, la probabilità di avere a che fare con la diagnosi di diabete di tipo 2 anche dopo la nascita del piccolo.

A questo punto, ti starai senza dubbio chiedendo quali attività scegliere.

Le discipline a basso impatto vanno benissimo.

Spazio quindi a nuoto, camminata, sessioni di cyclette, Pilates e yoga.

Le ultime due sono particolarmente interessanti in quanto consentono di concentrarsi su aspetti che fanno una grande differenza durante la dolce attesa e in vista del travaglio, ossia il miglioramento della flessibilità e del tono del pavimento pelvico.

Gravidanza gemellare

Le gravidanze gemellari sono associate a un rischio più alto di ricorso al cesareo.

Alta è altresì la probabilità, per ragioni legate a fattori come il peso ridotto alla nascita, di ricovero in terapia intensiva neonatale per supporto respiratorio.

gravidanza a rischio

Gestosi

La gestosi (o preeclampsia) è una grave complicanza che può comportare l’insorgenza di un quadro di gravidanza ad alto rischio.

Diagnosticabile dalla ventesima settimana di gravidanza e avente tra i principali sintomi la pressione alta e la presenza di proteine nelle urine (proteinuria), è determinata dai seguenti fattori di rischio:

  • Preeclampsia in una gravidanza precedente
  • Gestazione multipla
  • Diabete prima della gravidanza
  • Diabete gestazionale
  • Problemi di coagulazione ematica come la sindrome da anticorpi antifosfolipidi.

Alla base della patologia sono state ravvisate anomalie nello sviluppo della placenta e dei suoi vasi sanguigni, evenienza avente come conseguenza una crescita ridotta del feto in utero.

Diagnosi

La diagnosi di gravidanza a rischio dipende dallo stato di salute della mamma quando questa scopre di essere in dolce attesa.

Per fare qualche esempio concreto ti ricordo che, in caso di madre con diagnosi di diabete già prima della gravidanza, c’è un livello di monitoraggio della stessa diverso da quello che, invece, caratterizza la gestazione fisiologica.

In questo secondo caso, la diagnosi di gravidanza a rischio può essere formulata con in mano diversi esami, tra cui quello delle urine, da ripetere a ogni batteria.

Quali sono le cure?

Quando si parla di gravidanza a rischio, gli interventi curativi messi in atto dipendono da quale problematica di salute ha determinato la formulazione della diagnosi.

Si può parlare, nel caso del diabete gestazionale, di dietoterapia, affiancabile dalla somministrazione di insulina in caso di mancata compensazione dei valori, o di ricorso a farmaci anti-ipertensivi (giusto per citare due fra i numerosi esempi possibili).

Cambiano le cose anche quando si parla di gestione del parto. 

Davanti a quadri di preeclampsia, si tiene la gestante sotto stretto controllo medico fino a quando non si presentano le giuste indicazioni per procedere con il parto (meglio se vaginale).

Quando il parto è fortemente pretermine, al neonato vengono somministrati corticosteroidi per favorire la maturazione polmonare.

Quali sono le tutele previste sul lavoro?

In caso di gravidanza a rischio, la mamma lavoratrice può richiedere la maternità anticipata.

Basta inviare istanza all’ASL, allegando il certificato che attesta le condizioni mediche che hanno portato a diagnosticare la gravidanza a rischio.

Devi sapere che, nei casi in cui il certificato è rilasciato da un ginecologo privato, la validità è limitata e dura generalmente un mese.

Sarà successivamente necessaria la validazione da parte di uno specialista che lavora nel servizio sanitario nazionale.

Nei frangenti in cui le mansioni che spettano alla lavoratrice sono potenzialmente pericolose sia per la sua salute, sia per quella del feto, la maternità anticipata può essere richiesta dalla lavoratrice, dal suo datore di lavoro o dall’Ispettorato del Lavoro.

Quanto si riceve di stipendio?

Durante il congedo per la gravidanza a rischio, la lavoratrice incinta riceve il 100% dello stipendio, comprensivo degli eventuali ratei di tredicesima.

Altri articoli dal blog